Paolo Ulian. Designer non allineato

Paolo Ulian, toscano classe 1961, creativo designer di successo, è stato allievo di Achille Castiglioni e Enzo Mari.

Ha vinto nel 2011 la prima edizione del premio Social Design conferito nell’ambito del FestArch a Perugia.

La motivazione recita “per aver costantemente ricercato, con il suo lavoro progettuale, una dimensione etica del fare. Per essere un designer cosciente della dimensione del proprio tempo, delle grandi problematiche ambientali e sociali spesso non allineato con i processi e gli obiettivi della produzione industriali”.

E se non avete mai guardato nel portfolio di un designer curioso, ironico e straordinariamente ingegnoso è arrivato il momento!

Dall’appendiabiti con svuota-tasche in vetro trasparente da riempire come vi pare, al biscotto-ditale per la Nutella; dal raccogli briciole che si posa sul davanzale per far mangiare gli uccellini, alla seduta in cartone; dai vasi in ceramica modellati sulle forme del cartone da imballaggio, al portauova filiforme e alla ciotola, che se si rompesse si potrebbero recuperare i pezzi per usarli come scodelline. Oggetti insomma che hanno qualcosa da raccontare, questo il senso profondo del loro essere.

 

I progetti di Ulian sono funzionali, divertenti alcuni persino poetici.

Ci piace il suo modo di pensare, di elaborare le idee riflettendo in senso etico e in accordo con un atteggiamento di attenzione all’ambiente, oggetti che nascono per raccontare qualcosa, non solo per rispondere a valori estetici e formali.

 

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