L’ultimo romanzo di Palahniuk arriva dagli inferi. Ed è dannatamente divertente

L’autore di Fight Club ricompare in libreria con un nuovo, divertentissimo romanzo: “Dannazione”. Benvenuti all’Inferno.

Madison è una tredicenne in crisi preadolescenziale. D’essere turbata ha tutte le ragioni: è decisamente bruttina, grassa e sgraziata. Figlia di una star hollywoodiana e di un magnate della finanza, passa la sua vita fra jet privati, limousine e Spa. O totalmente sola, dimenticata dai genitori nel suo collegio in Svizzera durante le vacanze di Natale. Ma non sono tanto queste cose che rendono Madison così diversa da tutti: piuttosto, Madison è morta.
Defunta, trapassata, estinta. Kaputt. A quanto pare per un’overdose di marijuana.

Con la sua penna onirica, cinica e divertentissima Palahniuk scartavetra la società contemporanea lasciandola completamente nuda di fronte alla più totale delle certezze: la morte.

A nulla varrà mettersi l’antirughe, prendere la bici anche se piove, mangiare crusca e fare yoga… a qualsiasi uomo, anche il più ricco, anche il più potente, spetta l’ultimo, terribile appuntamento col boia. E non pensate che riciclando il vetro, pregando Buddha o cercando l’illuminazione tramite un semplice francobollino di LSD andrete in Paradiso. Finire all’Inferno è più semplice di quanto possiate pensare. Un consiglio? Fatevene una ragione, e piuttosto ricordatevi di morire indossando scarpe comode e resistenti (l’imitazione da 5 dollari delle Jimmy Choo non è  affatto consigliata) e un look che non tramonti nel giro di pochi milioni di eoni. All’inferno ci si sta un’eternità, organizzatevi.

E del resto là sotto non si sta così male. Madison fa subito amicizia con una cheer leader suicida, un punkettone brufoloso, un nerd ultramillenario e un giocatore di football: con loro attraverserà la palude di sperma sprecato, le montagne di pannolini di cacca, il lago di vomito, in un continuo switch off dalla vita passata alle mille rocambolesche avventure fra demoni e dannati.

Palahniuk ci regala un’attualissima, acuta e sorniona descrizione dell’umanità, un mondo in bilico fra afflati ambientalistici e consumismo cronico, in un’eterna ricerca della bellezza e dell’apparenza, inutile e doloroso sforzo che genera solitudine, incomprensione e morte. Ancora una volta non delude, trascinando il lettore in un vortice di letteratura, personaggi storici, brand di successo, luoghi e parole che fanno ridere fino alle lacrime ma anche riflettere (del resto sempre di morte stiamo parlando).

E solo alla fine del romanzo vi sarà svelata la chiave. Chi è veramente Madison?

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