Inventare il Futuro: giovani idee high-tech crescono

Un arcobaleno virtuale oltre i monti dell’Emilia.

Nell’Aula Magna del Complesso di Santa Cristina a Bologna si è tenuta la cerimonia di premiazione per il concorso Inventare il Futuro – Le tecnologie digitali al servizio della collettività.

Da un’idea che, secondo le parole del Magnifico Rettore Ivano Dionigi, è probabilmente nata durante la visita del suo staff all’Expo 2010 di Pechino, è stato partorito questo premio per giovani sotto i 31 anni che hanno qualcosa da dire sulle nuove tecnologie e la loro applicazione per il miglioramento della convivenza civile e sociale.

Primo premio ad un progetto per disabili

Mattia Carnetti e il suo gruppo si sono meritatamente portati a casa il primo premio, 30.000 euro per sviluppare e commercializzare la loro idea, un progetto di realtà aumentata per la terapia assistita dei disabili.

Immaginatevi di poter comunicare soltanto con gli occhi, come i malati di SLA, paralizzati in tutti i loro arti. E immaginate come sarebbe bello giocare con il vostro cane, lanciargli il bastone e aspettare che lui ve lo porti indietro.

Tramite un sistema di telecamere e uno schermo che utilizza principi della realtà aumentata (un mix di reale e virtuale), potete immaginare di farlo davvero semplicemente muovendo gli occhi: lo schermo vi mostrerà il vostro cane correre e riportarvi il bastone.

Dall’esperienza di Mattia e compagni presso il Centro Armonico Terapeutico di Modena, e dall’utilizzo delle tecnologie sviluppate al Fuse* Creative Lab, un’applicazione di avanguardia per migliorare la vita dei meno fortunati.

Altrove: collegare le piazze del mondo

Oltre al primo sono stati consegnati altri 18 premi da 7000 a 2500 euro alle ulteriori idee considerate meritevoli.

Tra queste è sicuramente degna di nota Altrove, che secondo lo storico dell’architettura Giuliano Gresleri rappresenta una breccia contro il binomio suolo-merce e tempo-denaro, normalmente adottato nella costruzione e nella fruizione degli spazi urbani.

Il progetto propone delle video-istallazioni per mettere in comunicazione città distanti anche molti meridiani.

Megaschermi di dimensione 5 metri per 3 che ci presentano il centro di Tokyo mentre siamo in Piazza della Signoria, e che ci consentono di interagire visivamente e in tempo reale con le persone che si trovano dall’altra parte del globo. Una sorta di video-chiamata collettiva tra sconosciuti.

Patamù ed altre idee brillanti

Tra le idee focalizzate sull’intrattenimento è stato premiato il portale Patamù – Free Your Ideas, un sito che permette di tutelare la proprietà intellettuale di musica, blog, libri e quant’altro tramite un marcatore temporale, una sorta di timbro informatico con valore legale, che indica che quell’opera d’ingegno l’avete avuta proprio voi prima di tutti gli altri.
Un Copyright de-facto, che non costringe a pagare balzelli alle varie corporazioni.

E poi tante altre idee: il car-sharing per il trasporto della raccolta differenziata nelle isole ecologiche, un portale per l’educazione delle donne in Pakistan, un’applicazione per smartphone che facilita lo scambio di informazioni tra turisti durante il viaggio, una stampante in braille per non vedenti, fino al laboratorio on-line di lingua latina.

Tanti progetti che, come ha affermato Don Giovanni Nicolini, membro della giuria, partono dal digitale per favorire l’incontro e lo scambio tra le persone.

Una giuria trasversale

Per prendere parte al concorso ciascuno dei 228 partecipanti ha dovuto produrre un documento di 10 pagine che spiegasse l’idea, i dettagli tecnici e definisse un piano di sviluppo con tempi e costi previsti.

La giuria è stata pescata in modo trasversale, dal mondo high-tech alla letteratura per l’infanzia, ci sono stati dei premi consistenti, e delle deliziose tartine accompagnate da ottimo prosecco alla fine della cerimonia. Insomma, una cosa seria.

Dopo tutta la retorica sui giovani che si sente in giro, finalmente arriva qualcosa di concreto da Bologna, la nostra dirimpettaia di Appennino.

A quando un appuntamento di questo tipo qui a Firenze?

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