Baricco & Mr Gwyn

Il nuovo romanzo di Baricco uscito il 3 novembre per Feltrinelli si intitola Mr Gwyn.

Il libro scivola via liscio e si chiude con un finale da soft-thriller. Una lettura breve e confortevole per un pomeriggio nuvoloso.

Mr Gwyn è uno scrittore che un bel giorno decide di inviare una lettera al Guardian in cui elenca le 52 cose che non farà mai più. Nella lista figura la voce “scrivere romanzi”.

Ma cosa altro può fare uno che ha passato la vita con la penna in mano? Farà ritratti per ricondurre a casa le persone. Il significato di questa frase enigmatica lo scoprirete leggendo il libro.

Sono solo 160 pagine a caratteri grandi, un ritmo calibrato, un finale incalzante e un ultimo capitolo sibillino che si presta a molteplici interpretazioni.

Quello di Baricco è soprattutto un meta-romanzo, in cui l’autore riflette sul valore della scrittura e sul ruolo del narratore come ritrattista.
Un ruolo che però lui stesso non riesce ad assumere. I suoi personaggi hanno un’identità da cartone animato, e sono sempre i simbolismi a prevalere sulla verosimiglianza dei protagonisti.

Per gli amanti di Baricco sarà un’ulteriore conferma del talento di uno scrittore paladino dell’esattezza e dell’essenzialità stilistica. La storia scorre senza intoppi, con quella prosa ordinata e così cousy (nessun doppiosenso lessicale in questa allitterazione) a cui Baricco ha abituato i suoi fan.

Per chi lo ama poco sarà un nuovo motivo per odiarlo: Baricco continua ad essere un manierista, che ripassa con pialla e cartavetrata ogni singolo periodo. Questo lavoro di artigianato rischia di uccidere l’anima delle parole, pur nel nobile tentativo di farla emergere.

Per tutti gli altri,  è una valida alternativa alla noia per un pomeriggio nuvoloso. In più ci sono delle frasi davvero carine, tipo: “Morire è solo un modo particolarmente esatto di invecchiare”. Scrivetevela pure nella Smemoranda.

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