Marilyn Monroe, 50 anni in 5 film

50 anni dopo la notizia della sua morte, mai completamente spiegata, ricordiamo insieme Marilyn Monroe. 5 film per un mito lungo mezzo secolo.

Una vita spezzata quella di Norma Jeane Baker, nata il 1 giugno 1926 a Los Angeles e trovata morta nella sua camera da letto il 5 agosto 1962, in seguito all’assunzione di un cocktail a base di alcolici e sonniferi.

Una donna innanzitutto, nata con i capelli scuri e grandi sogni nel cassetto, per poi trascorrere un’esistenza perennemente in bilico tra il desiderio di talento e un’insicurezza cronica che la portò verso un trionfo cinematografico non solo postumo.

Sempre inquinato da un senso di inadeguatezza che non l’abbandonerà mai.

Su di lei è stato detto, scritto, dipinto e immaginato tutto e forse niente. Pin-up, ballerina, cantante, sogno proibito, attrice, icona del cinema prima e della cultura pop dopo, mito e sex symbol fuori da ogni tempo.

Soprattutto una donna fragile e tormentata, che desiderava solo essere una brava attrice. Ma che troppo spesso è finita per diventare un’icona, un poster bidimensionale da appendere al muro. Il simbolo incarnato tra luci e ombre del divismo hollywoodiano.

Oggi vogliamo ricordare l’interprete che è stata, non solo quella maschera celebre e seducente, ma anche un volto carico di una femminilità sublime e dolorosa. Che, ancora oggi, continua a risplendere nel sacro Olimpo di Hollywood.

Niagara (1953)

Un melodramma carico di suspense correlato da un doppio omicidio finale. Questo film, diretto da Henry Hathaway, fu quello che trasformò Marilyn in una star della Fox, pur essendo uno dei pochi ruoli drammatici che ha interpretato nel corso della sua carriera. Consigliato a chi desidera conoscere il lato oscuro della Monroe.

Gli uomini preferiscono le bionde (1953)

Un musical che è diventato un vero modo di dire, dove la biondissima Marilyn è affiancata dalla mora tutta fuoco Jane Russel. Una coppia esplosiva nei panni di due ballerine alla ricerca del vero amore.

Indimenticabile la canzone Diamonds are a girl’s best friend, interpretata dalla Monroe con indosso un iconico vestito rosa e guanti al gomito. Per chi vuole conoscere la vera voce della donna che si esibì davanti alle truppe statunitensi in Corea.

Quando la moglie è in vacanza (1955)

Il genio del regista Billy Wilder in una delle commedie più belle made in Hollywood. Per realizzarla sceglie Marilyn, sua attrice – feticcio, qui in uno dei suoi ruoli più calzanti.

Una procace e svampita ragazza diventa la sensualissima ossessione del vicino di casa, rimasto solo in città durante le vacanze estive. Per chi cerca un momento d’evasione con dell’umorismo sexy e intelligente.

A qualcuno piace caldo (1959)

Sicuramente uno dei grandi capolavori di Billy Wilder, una commedia che assomiglia ad un vulcano in eruzione, pronto a sommergerci con spumeggiante comicità e giocosa spregiudicatezza.

Un film incantevole, dal ritmo coinvolgente che ricorda quello del jazz, che stupisce e seduce lo spettatore, un po’ come fa la dolce Zucchero, interpretata da una splendida Marilyn Monroe qui all’apice del successo.

Wilder firma una commedia esilarante, che diventa anche metafora di vita. L’amara verità si cela dietro la celebre battuta finale del film: perchè, nonostante tutti gli sforzi che ciascuno di noi possa compiere, «nessuno è perfetto».

Gli spostati (1961)

Ultimo film di Clark Gable, morto d’infarto il giorno dopo la fine delle riprese, e di Marilyn, qui alle prese con un personaggio drammatico, scrittole su misura dal drammaturgo Arthur Miller, suo ex marito.

Un cast straordinario, dove figura anche il nome di Montgomery Clift, unito alla maestosa regia di John Huston, che realizza un’impietosa fotografia di un’America che cambia, dove un gruppo di misfits (ovvero sbandati, spostati) si illudono di essere liberi come i cavalli selvaggi che li circondano. Adatto a chi non teme la malinconia.

Il 10 aprile del 1962 Marilyn iniziò le riprese di Something’s Got to Give, per la regia di George Cukor, una pellicola che non porterà mai a termine.

Le parole dell’ultima intervista, concessa poche settimane prima del suicidio, dicevano: «La prego, non mi faccia apparire ridicola!».

Se potesse sapere che il suo talento è stato pienamente riconosciuto, forse, si sentirebbe meno sola.

Marilyn Monroe, la frase celebre

«Hollywood è quel posto dove ti pagano 1.000 dollari per un bacio e 50 centesimi per la tua anima. Io lo so perché ho rifiutato spesso la prima offerta e accettato la seconda».

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