I fantasmi vecchio stile di 1921 – Il mistero di Rookford

Dal 2 dicembre nelle nostre sale l’esordio soprannaturale dello sceneggiatore Nick Murphy.

Nel film Rebecca Hall, Dominic West e Imelda Staunton.

La trama

Nel periodo post-bellico, precisamente nel 1921, prolifera in Inghilterra la tendenza a evocare gli spiriti dei caduti.

Florence Cathcart (Rebecca Hall), una donna razionale e molto scettica, tenta di smascherare i truffatori che lucrano sul dolore dei familiari.
Un giorno a casa della donna si presenta il professor Robert Mallory (Dominic West), invitandola a investigare su un inspiegabile omicidio, avvenuto in un vecchio collegio di campagna.

Alcune foto mostrano la presenza di un’inquietante figura sfocata e i ragazzi rivelano presunte apparizioni di un fantasma nella scuola.
Con appurate prove scientifiche Florence giunge alla conclusione che si tratta di uno scherzo di uno studente.

Nel momento in cui la donna crede di aver risolto il caso, si scontra con una creatura soprannaturale, che la ossessiona fino a sgretolare le sue convinzioni razionali.
Il confronto con il paranormale sarà inevitabile.

“E’ dai vivi che dovete guardarvi, non dai morti”

http://youtu.be/X3dr4psDXPY

La tradizione vincente delle ghost-stories

Atmosfera misteriosa e decadente.
Inghilterra degli anni ’20, i suoi costumi e i paesaggi: sfondo perfetto per questo film. Il regista attinge dal repertorio dell’horror vecchio stile, sfruttando i giochi di luce, le camere scure, i rumori delle porte cigolanti e le luci soffuse delle candele.
La casa è sempre stata la cornice privilegiata del genere, basti ricordare Gli invasati di Robert Wise.
Aleggia la tensione e incombe lentamente la paura.

Un thriller psicologico che conduce lo spettatore lungo i binari del terrore, lasciando semplicemente spazio all’immaginazione di eventi orribili e violenti.

Nick Murphy s’ispira ai thriller che hanno segnato il genere, come The Others di Alejandro Amenabar, Il sesto senso di M. Night Shyamalan e The Orphanage di Juan Antonio Bayona, richiamandosi a tinte formali e aspetti contenutistici.
Efficace è l’eco di schemi specifici e temi tratti dal capolavoro Giro di vite di Henry James.
Il regista pecca di inerzia nella prima parte, ma si riscatta nella seconda, riuscendo a creare un meccanismo ansiogeno. Un gioco ad incastri e indizi calibrati sapientemente.

Le musiche di Daniel Pemberton, basate sulla ripetizione di note di violino, di filastrocche e nenie infantili, accrescono la suspence in un ambiente inquietante. Il violino come voce della disperazione dei personaggi.
Primeggia su tutti l’interpretazione della bravissima Rebecca Hall, dal talento naturale, che dà anima e corpo a un personaggio sofferente e fragile.
Addentratevi nel mistero di Rookford.

“Non sempre morire significa sparire”

chevron_left
chevron_right