Cosmopolis – Il viaggio urbano surreale di Cronenberg

Presentato in concorso al Festival di Cannes, il regista David Cronenberg torna sul grande schermo con un film visionario, tratto dall’omonimo romanzo postmoderno di Don DeLillo (2003).

Il film è in tutte le sale dal 25 maggio.

La trama

Il film racconta una giornata particolare e convulsa di un giovane speculatore finanziario, Eric Packer (Robert Pattinson), trascorsa all’interno di una limousine super tecnologica.

In una New York sconvolta dalla crisi economica, in preda alla rivoluzione e alla contestazione globale, il protagonista ha intenzione di andare dal suo parrucchiere di fiducia, che si trova dall’altra parte della città.

Dietro questa quotidiana decisione si cela qualcosa di complesso e pericoloso. Lungo il viaggio si confronterà con strani personaggi, tra cui colui che vuole sbarazzarsi di Eric Packer.

Un dramma claustrofobico nel post-capitalismo

Spiazzante, logorroico, surreale: Cosmopolis di David Cronenberg. A un anno di distanza dal freudiano e discusso A dangerous method, il maestro-visionario si rivela attraverso una pellicola, che proietta lo spettatore in un viaggio sconvolgente: profluvi verbali, sesso e catastrofismo.

Il regista s’insinua, ancora una volta, nei meandri della psiche umana, intingendoli di noir e conducendoli verso la perdizione. Il contrasto tra il mondo in delirio e il mondo solitario e malato del protagonista scivola verso il nonsense: spunti filosofici contenuti in dialoghi prolissi, messa in scena iper-curata e una recitazione distaccata. Un bombardamento di scene adrenaliniche, che impediscono di riflettere, durante quest’odissea interiore che diventa gradualmente esteriore.

Cosmopolis contiene tutti gli ingredienti cronenberghiani (metamorfosi, senso di colpa, redenzione, carnalità, società corrotta), espressi tramite significati simbolici e metafore allusive. Uno specchio della crisi mondiale e dell’alienazione umana, che suscita inquietanti sensazioni e riflessioni.

Lo spietato regista, però, dirige in maniera statica, adottando campi e controcampi, a favore di un ritmo verboso e incessante. In conclusione si percepisce solo un senso generale di smarrimento e vacuità. Un finale aperto: il caos e il niente.

Ennesima delusione per gli amanti di Cronenberg, il cui talento provocatorio e originario sta vivendo una battuta d’arresto, non raggiungendo più i livelli fulgidi di film, quali Videodrome, La mosca ed eXistenZ.

Cosmopolis è sicuramente un film cinico di forte impatto emotivo, che desta opinioni e reazioni contrastanti, ma non riuscito.

L’apatico Robert Pattinson adotta una fissità espressiva, che in alcuni momenti fa rimpiangere il vampiro di Twilight. Un cast che vanta la sensuale Juliette Binoche, il perfetto Paul Giamatti e la convincente Samantha Morton, ma non riesce a dare un senso a questo nonsense.

Tu mi stai costringendo a ragionare e non mi va

 

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