Spiriti a km zero. 5 liquori toscani tornati di moda

Happy hour, drinking tour, aperitivi pre cena e lunghe meditazioni aromatiche post pasto. Dopo l’era del Martini con l’oliva e dei Negroni, adesso nel bicchiere arriva il km zero: dalla biadina di Lucca fino al vermouth di Prato servito in fiaschi di paglia.

Toscani anche nel bere. Sono tornati in voga i liquori locali. Nel bicchiere si sorseggiano aromi, tradizioni e tanta tanta storia.

Vermouth di Prato

Si fa presto a dire vermouth. Da Prato è tornato in auge quello locale e lo trovate sempre più nei locali alla moda e dovunque ci sia festa. Ma cosa ha di più questa antica produzione tradizionale? Il vermouth di Prato è un caleidoscopio di profumi.

Al vino pregiato vengono aggiunte erbe aromatiche, officinali spontanee e svariate spezie: enula campana, genziana, galanga, cannella dolce, calamo aromatico, chiodi di garofano, centaurea, assenzio pontico e romano, coriandolo, noce moscata, buccia di cedro, buccia di arancia dolce e amara, buccia di pesche cotogne secche.

Le erbe, raccolte nei campi oppure acquistate, vengono essiccate e quindi schiacciate con un pestello di bronzo o di marmo, insieme alle spezie. Incredibilmente si fa ancora oggi e lo riconoscete perché è servito in fiaschi di paglia.

Alkermes di Firenze dai dolci all’aperitivo

35 gradi di storia locale, legati al mito dei drink fiorentini. L’alkermes (scritto anche alchermes) viene utilizzato in pasticceria come colorante e aromatizzante per inzuppare le pesche di Prato, la zuppa inglese e il rotolo ripieno al cioccolato e si usa nella preparazione della mortadella.

Alkermes di Firenze

Da qualche anno, grazie all’invasione dei turisti dell’Est Europa che lo conoscono come una sorta di cherry all’italiana, viene servito con limone e soda. Chiedetelo pure: metà soda e metà alkermes con un cucchiaio di succo limone e tanto ghiaccio. Ora basta non parlare e vi scambieranno sicuramente per un turista russo.

L’amaro di Lucca: una biadina, please

L’ho trovata spesso nelle sagre di paese del lucchese, ma finalmente ha avuto la sua rivalsa con la crescita del fenomeno del km zero. Ottenuto da un’antica ricetta, questo liquore prevede una lunga macerazione della corteccia di Ginebona officinalis insieme a droghe ed erbe aromatiche miscelate a china.

La biadina è un liquore che si consuma unitamente ad una piccola quantità di pinoli e trae origine dai tempi in cui si faceva il mercato del bestiame in piazza San Michele a Lucca: il nome biadina  deriva dalla biada per i cavalli che veniva acquistata nello stesso negozio dove si trovava  di tutto.

Liquori toscani: Biadina di Lucca

Il proprietario, di nome Tista, era solito dire: “Un po’ di biada per il cavallo e un po’ di biadina per te“, mentre mesceva l’intruglio da lui creato. Nei bar alla moda di Firenze, questo amaro di Lucca si sta conquistando il suo spazio, soprattutto come post cena, visto che non supera i 27 gradi e vi permette di proseguire la serata arzilli, svegli ma comunque a piedi.

Amaro Clementi per i duri e puri

Direttamente da Fivizzano, ma ancora non troppo conosciuto a Firenze, è l’amaro Clementi, dal colore ocra e dall’aroma pungente. Quando lo bevete pensate che state bevendo un sorso di storia toscana: fra poco compie 150 anni.

È l’amaro dei nottambuli, di quelli che giocano a tirare tardi per le strade vuote sottobraccio agli amici. Sembra che sciolga la favella in maniera magica: sconsigliato ai logorroici, indicato per gli imbranati. In Oltrarno lo trovate anche in qualche negozio di alimentari.

La romantica Gemma d’abeto

Viene ottenuto per infusione delle gemme di abete e di altre piante officinali, ma si chiama d’abeto. Sono due secoli che la ricetta viene mantenuta segreta dai frati del Convento di Monte Senario che ne sono gli unici possessori.

Monte Senario, Gemma d'abeto

Non può mancare nelle vostre romantiche cene in terrazza panoramica su Firenze, ma anche nell’angolo cottura arredato Ikea, come dopo cena. Con il suo colore giallo canarino fa subito allegria e secondo i barman più quotati è il migliore correttivo del caffè che possiate bere. Insomma l’ideale per digerire una cena e magari una compagnia pesante.

Photo credits: Biadina – facebook.com/pages/BIADINA-CO-PINOLI/84942236962; Monte Senario – JeaMy-Lee

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