Il Mercato Centrale di San Lorenzo ed il Mercato di Sant’Ambrogio. Due luoghi, una città

Il Mercato Centrale a San Lorenzo ed il Mercato di Sant’Ambrogio nascono a seguito delle grandi trasformazioni urbane fiorentine di fine ‘800. Oggi sono fra gli ultimi avamposti della genuinità

Il Mercato Centrale viene realizzato fra il 1870 ed il 1874, nello spazio “risanato” risultante dalla demolizione dei “camaldoli” di San Lorenzo, una delle parti più povere e fatiscenti del quartiere.

Nello stesso periodo, ma concluso un anno prima, si realizza anche il Mercato di Sant’Ambrogio, allora periferico, lungo le mura che ormai non ci sono più.

Entrambi sono realizzati dall’architetto Giuseppe Mengoni, già autore della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Il suo approccio è estremamente moderno e precursore di un linguaggio architettonico che segnerà lo sviluppo di Firenze.

Nel Mercato Centrale segue la modernità del tempo, quella del vetro e della ghisa che danno la possibilità di far sembrare uno spazio al coperto, “esterno”, grazie ai finestroni della navata centrale e le ampie arcate laterali che lasciano entrare un gran quantità di luce.

Mengoni poi non rinuncia alla possibilità di rendere assolutamente fiorentino un luogo altrimenti comune, attraverso la creazione di un basamento dai richiami rinascimentali, rivestito in pietra bugnata sullo stile del vicino Palazzo Medici-Riccardi.

Il Mercato coperto di Sant’Ambrogio ha una struttura simile, anche se meno ricca di dettagli e finiture dato che ripropone di fatto una delle navate laterali del Mercato Centrale.

In origine questo mercato era destinato solo alle “erbe”, frutta e verdure, oggi ospita anche altri generi alimentari e punti di ristoro ed è circondato all’esterno, su tre lati, da una più recente tettoia che ospita altri banchi. In questo caso le finestre sono nascoste dietro le caratteristiche “persiane” che rivestono la parte superiore dell’edificio su tutti i lati.

Oggi entrambi i mercati sono sempre più sopraffatti dal turismo (soprattutto il Centrale) e dai veicoli ma sono forse fra gli ultimi “Luoghi” di questa città fatta sempre più di “non-luoghi”. Qui i Mercati, come una volta, sono punti di riferimento urbano univocamente ed immediatamente riconoscibili attorno ai quali si sviluppa una vita quotidiana fatta di relazioni sociali, culturali e civili.