Gualtiero Marchesi e McDonald’s: il fast food cerca di nobilitarsi?

Gualtiero Marchesi, il fondatore della “nuova cucina italiana” ed esponente dello slow food italiano, mette la sua firma a due panini e un dessert per McDonald’s.

Quando appare il pop up pubblicitario ho un sussulto. Un panino gigante rimbalza davanti ai miei occhi: Vivace, ricetta di Gualtiero Marchesi. E poi l’inconfondibile logo McDonald’s. Mi pare impossibile che lo sperimentatore del dripping in cucina abbia dato vita a una collaborazione con l’emblema del cibo veloce e così poco artistico.

Vivace, Adagio e Minuetto sono i nomi delle tre creazioni marchesiane che faranno parte del menù dei punti vendita McDonald’s anche fiorentini fino al 15 novembre.

Ad aver spinto il maestro dell’haute cuisine a questa collaborazione è il grande interesse che Marchesi stesso ha per i giovani, e una sfida: “avvicinare due mondi diversi e portare il cambiamento del gusto affermato dall’alta cucina a un pubblico più ampio”.

Ed è così che la maionese alla senape e la cipolla marinata approdano da McDonald’s. Unico inconveniente del fast food è che ti ritrovi poi a mangiare qualcosa che, se anche nasce dall’idea del maestro, è pur sempre cucinata da qualcun altro. Ed il risultato sarà lo stesso?

Personalmente sorge spontaneo lo scetticismo: si può davvero far conciliare slow food e fast food? Possono due concetti di cibo così diversi, che sono uno la negazione dell’altro, finire a fare panini insieme? Più che il sapore stesso degli hamburgers ad incuriosire è la decisione di Marchesi: c’è chi si sente profondamente ferito e tradito dal grande maestro. Sarà davvero solo una scelta di marketing? E voi che ne pensate?

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