leggenda della befana

Come nasce la leggenda della Befana

Scarpe rotte, toppe sulla sottana, dolci per buoni e carbone per i cattivi. Ma anche roghi, segature in stile mago Silvan e belle dee pagane. Ma da dove viene veramente la Befana?

La prima volta che si sente parla di Befana nella nostra storia è nel 1535 da Agnolo da Firenzuola. Era un semplice fantoccio esposto durante l’epifania. Nella tradizione questa è la notte dove  Gesù Bambino si mostrava ai Re Magi.

La Befana ha genitori pagani

Le origini della leggenda della Befana sono pagane. Anticamente i Romani credevano che nei 12 giorni seguenti al solstizio invernale si celebrava la morte e la rinascita di  Madre Natura. E sempre secondo i nostri avi dodici figure femminili guidate da Diana, dea lunare della vegetazione, volassero sopra i campi per renderli fertili.

Ovviamente la Chiesa condannò queste credenze come influenze diaboliche e maligne. E attraverso le mescolanze di queste religioni ed il passare dei secoli nel medioevo si arrivò alla Befana, vecchia benevola vicina alla stregoneria.

Fuoco e dolci

Questo aspetto di vegliarda nasce forse come raffigurazione dell’anno passato. Quasi ovunque la Befana viene rappresentata da un fantoccio di legno vestito per l’occasione.

In molti paesi d’Europa si brucia il fantoccio coperto d’abiti logori all’inizio dell’anno. Alcune volte viene addirittura segato per avere i dolci messi all’interno. Sempre legata a questa festa a Bologna per Capodanno c’è il Falò del Veglione, mentre a Varallo in Piemonte, il 6 gennaio per l’inizio del carnevale, si fa un altro rogo.

Befana versione 2.0

Ci sono anche altre versioni della leggenda della Befana: una sostiene che la Befana fosse una festa romana legata allo scambio dei doni. Un’altra ancora che sia legata alle figure mitologiche germaniche delle dee della natura invernale, le amichevoli Holda e Berchta.

Mentre la versione “cristianizzata” ci racconta come i Re Magi diretti a Betlemme per portare i doni, non trovavano la strada. Chiesero informazioni ad un’anziana signora che però non vollè andare con loro. Pentitasi della scelta, decise di andare a portare dei doni al Gesù Bambino. Ma non riuscendo a trovare i re magi, si fermò ad ogni casa per regalare dei dolci a tutti i bambini. Da allora secondo questa leggenda della Befana girerebbe per il mondo regalando dolciumi per farsi perdonare.

Dolci e acciughe

Oggi invece tradizione vuole che la notte tra il 5 e il 6 gennaio venga una vecchia sulla sua scopa a lasciare dolci e regali ai bambini bravi, mentre carbone, il “moderno” zucchero colorato di nero, per i bimbi cattivi.

Sembra anche che sia meglio lasciargli uno spuntino: si passa da un mandarino, un’acciuga, un pezzo di aringa affumicata o qualche cipollina sotto aceto e un bicchiere di vino rosso. La signora si vuole mantenere bene.

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