5 birre toscane che forse non avete mai assaggiato

Non solo Chianti: la Toscana è territorio di espansione della birrificazione artigianale. Una qualità che parte dalle eccellenze dei cereali locali, sposandosi con la creatività effervescente di neo imprenditori.

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Castagne IGP dell’Amiata, di Marradi, del Monte Capanne, Miele di Montemagno , Miele di Marruca o di Prato, Zafferano di Maremma, Acqua dell’Elba, rosmarino, nepitella, elicriso della Versilia e molto altro ancora.

Le birre toscane hanno una marcia in più e sono gli ingredienti particolarmente versatili. Una tradizione nuova con radici antichissime, addirittura etrusche.

Fare una classifica generale delle birre toscane è complicato. Se per il vino i canoni alcolici, di profumi, consistenze, colori, sono strettamente codificati, per la birra il gusto personale domina sulle scelte.

Un mercato in piena espansione, come quello delle birre a base di castagne che partite dal Piemonte hanno trovato in Toscana il loro paradiso. Esportate anche all’estero, con spesso un valore aggiunto in più: il km zero e il biologico.

E’ il caso della Bastarda Rossa a 7 °, prodotta da Birra Amiata con la castagna del locale consorzio essiccata e privata della buccia, poi macinata direttamente in piccole parti della stessa dimensione dei grani di orzo.

La castagna viene aggiunta nelle fasi iniziali di produzione, non solo con il compito di fornire un sapore caratteristico alla birra, ma anche di cedere amidi che si trasformeranno poi in zuccheri più semplici e poi in alcool ad opera dei lieviti.

Dalla bastarda ad una raffinata signora birra, che troviamo sempre sul podio delle migliori birre toscane: la Bruton ai cereali, 5° per una birra chiara ad alta fermentazione prodotta con l’aggiunta di farro IGP della Garfagnana, un cereale non maltato che le dona un aspetto pallido ed opalescente.

Fresca, quasi acida e molto speziata è diventata un must per gli aperitivi di lusso, per le cene raffinate e gli chef l’abbinano ai formaggi freschi di capra, cruditè di pesce e verdure fritte. Birre toscane non solo da pub ma anche da ristoranti a 4 stelle.

Gli amanti dei sapori forti non hanno dubbi: Acheronte, scura dalla schiuma color cappuccino, cremosa e persistente. Da Prato ha conquistato il mercato delle birre artigianali e chi ama i sapori robusti. La consistenza leggermente frizzante bilancia in maniera perfetta, il sentore di affumicato.È inoltre prodotta a crudo, ovvero senza pastorizzazione e filtrazione.

Nelle più prestigiose birrerie italiane trovate invece la Montemagno, una birra aromatizzata al miele, prodotta a Bientina, utilizzando il miele millefiori e di castagno locale. Si tratta di una birra ambrata, dal colore rosso intenso, dai profumi gradevoli in prevalenza di miele e frutta caramellata, ed un chiaro richiamo all’erbaceo del luppolo. Una birra da riflessione o cenetta romantica, sicuramente all’opposto come gusto alla tosta Acheronte.

Non una ma decine sono invece le birre della linea Napoleon, prodotte all’isola d’Elba, con un attenzione maniacale alla qualità e composizione dell’ingrediente principale: l’acqua. Le birre Napoleon, hanno fatto dell’Elba un apprezzato distretto di produzione di birra.

Dalle leggere alle più decise, si caratterizzano per il sapore giovane e molto trendy, cercando di uscire dal cerchio ristretto del classico boccale di birra tra amici per approdare sulle tavole più disparate e per le occasioni anche di festa.

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