Visioni del mondo in 35 e 16 mm al Museo Marino Marini

“Non c’è più niente da raccontare perché questo è piccolo, come ogni fecondazione”: questo il titolo della mostra fotografica di João Maria Gusmão e Pedro Paiva  al museo Marini, fino al 14 gennaio.

Secondo il poeta Alberto Caeiro, pseudonimo di Ferdinando Pessoa, Le cose non hanno significato: hanno esistenza. La loro esistenza è il loro significato. Ed è questo il filo conduttore del corpus di opere video di questa coppia di artisti portoghesi che, come abbiamo visto capitare altre volte nell’arte contemporanea, ha trovato una fertile forza espressiva nel lavoro a due. JMG/PP espongono nel sotterraneo del museo un insieme di video allestiti su 4 proiettori, due camere oscure e una scultura inedita che concretizza il video “Spaghetti tornado”.

Come loro consuetudine  alcuni lavori realizzati di recente sono una sorta di traccia degli ultimi luoghi visitati, ma con quella visione scarna, silenziosa e poco riconoscibile che loro stessi descrivono come “finzione poetica filosofica”.

 

Nel frenetico gioco di temi e riflessioni proposte appare palese una visione del mondo distaccata dalle spiegazioni didascaliche più invece filtrata  attraverso l’assurdo, il burlesco ma anche l’onirico. La visione “dal vivo” nel suggestivo ed essenziale allestimento vale la visita.

Fino al 14 gennaio al museo Marino Marini

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