Un po’artigiani un po’pionieri. La fotografia pubblicitaria di Pier Luigi Esclapon

Lo Spazio Mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ospita fino al 9 settembre 2012 la mostra fotografica Un po’ artigiani un po’ pionieri, un viaggio attraverso la fotografia pubblicitaria a Firenze tra 1970 e il 1990 negli scatti di Pier Luigi Esclapon de Villeneuve.

Fotografo fiorentino di origine francese, Pier Luigi Esclapon ha realizzato originali campagne pubblicitarie ai tempi dell’Italia del boom economico.

Gli anni ‘70 e ‘80 sono stati un periodo d’oro per la fotografia. Stava nascendo una nuova cultura visiva legata al consumismo e al benessere ed Escaplon ne divenne portavoce grazie alla sua capacità di coniugare tecnica, estetica e creatività, alla stregua di un vecchio artigiano fiorentino.

Il suo lavoro singolare e innovativo fu molto apprezzato dalle aziende fiorentine e toscane, le quali gli affidarono numerose campagne pubblicitarie che le fecero conoscere in Italia e all’estero. Per citarne alcune: Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci, Chianti, l’acqua Cintola, l’Orzolì, la Mukki Latte, il Pongo, il Das, i colori Giotto e la mitica matita a cartucce ricaricabili Minamì.

Il lavoro di Esclapon è stato molto importante per l’evoluzione imprenditoriale della nostra regione, che grazie alla sua attività si è collocata in una posizione non marginale per quanto riguarda il marketing.

E’ stato anche tra i primi a fotografare le cantine e i castelli per le campagne pubblicitarie di aziende vinicole e ha inaugurato la tendenza a ritrarre le persone all’interno dei propri ambienti di lavoro e nelle proprie dimore insieme ai familiari.

Osservando gli scatti di Esclapon c’è un aspetto che dobbiamo tenere presente per apprezzarne a pieno il valore artistico.

Vista l’assenza delle odierne risorse tecnologiche, i fotografi dell’epoca potevano contare soltanto sulla propria inventiva e conoscenza del mezzo fotografico per realizzare foto che stupissero l’osservatore. Non c’era Photoshop per far stare in piedi la Minamì o creare fotomontaggi e sovraimpressioni accattivanti. Ogni scatto richiedeva una pazienza infinita per soddisfare le richieste degli art director che spesso chiedevano cose tecnicamente impossibili.

La mostra, promossa e organizzata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con l’Associazione Osservatorio dei Mestieri d’Arte, è un’occasione per riflettere sullo stato della fotografia nell’era digitale. I grandi cambiamenti che questa ha introdotto nella realizzazione delle immagini da parte di un fotografo professionista ha fatto sì che un lavoro un tempo riservato a un’élite di esperti oggi sia considerato alla portata di tutti.

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