Dove trovare le opere di Folon a Firenze

Folon ha avuto un rapporto speciale con Firenze e con le sue sculture ha lasciato un segno importante nella città. Ecco il nostro percorso per scoprirle.

Banalmente li chiamiamo “omini”: statue che spuntano negli angoli più inaspettati, uno perennemente sotto la pioggia, l’altro comodamente seduto su una panchina. Per capire chi è l’artista che ha saputo mettere Firenze in valigia (e non è una metafora), occorre partire però dal suo primo incontro con la città.

Jean-Michel Folon arriva dal Belgio in Toscana e a Firenze negli anni ‘50, ci arriva a vent’anni viaggiando in autostop, zaino in spalla, sguardo affamato. Chissà se in quegli anni di viaggi e curiosità dopo aver abbandonato gli studi, avrebbe potuto immaginare che 40 anni dopo a Firenze sarebbe tornato con una mostra dei suoi acquarelli al Museo Marino Marini o che nel 2005, la più grande mostra a lui dedicata sarà ancora a Firenze, al Forte Belvedere.

Probabilmente no, però sicuramente è in quegli anni che si definisce il suo rapporto elettivo con la città.
Artista noto in tutto il mondo per la sua attività grafica e pittorica inizia negli anni ‘90 ad accostarsi con convinzione alla scultura, in Toscana a Pietrasanta, dove lavora nei Laboratori Cervietti, Stefano Giannoni e nello studio di mosaico Stagi.

Sebbene ci sia una profonda differenza tra il Folon pittore e il Folon scultore, nel quale si vede una sorta di inquietudine come se attraverso un’altra materia e consistenza potessero emergere altri aspetti della sua personalità, rimane fondamentale la tensione alla luce, allo spazio, al cielo.

Lo dimostrano le sculture che Folon ha lasciato in città e che la città ha reso proprie. Vediamole: il nome è in francese, ma loro sono ormai fiorentine doc.

La pluie

Nel 2002 in occasione del European Social Forum, Folon dona alla città La Pluie una scultura che è una fontana, un uomo con cappello e cappotto che tiene un manico d’ombrello dal quale esce un getto d’acqua che prende la forma delle falde dell’ombrello stesso. Un’immagine poetica e disarmante collocata al centro di una rotonda, a Firenze sud accanto all’attuale Obihall (ex Sachall). Per decidere la collocazione, il comune nel 2003 indisse un referendum popolare.

L’homme de la Paix

L’homme de la Paix, invece venne acquistata dai Rotary Clubs dell’Area Medicea e donata alla città nel 2005. Anche questa scultura è una fontana, raffigura un uomo con cappello e cappotto (figura tipica di Folon) con un uccellino che beve dalla sua mano e dalla stessa mano, affiora l’acqua. Un’immagine di minor impatto ma di altrettante grazie e poesia. Inizialmente, e alcuni lo ricorderanno, fu collocata fuori dalla Fortezza da Basso, in Piazza Bambine e Bambini di Beslan, nei giardini. Nel 2010 venne trasferita nel parco dell’ospedale pediatrico Meyer.

 

Folon al Giardino delle Rose

Il Giardino delle Rose, dalla fine del 2011 è la sede che la città ha preparato per accogliere, in modo permanente, le 12 sculture (dieci bronzi e due gessi) che l’artista aveva destinato a Firenze poco prima di morire nel 2005, a pochi giorni dalla chiusura della mostra al Belvedere.

Progetto discusso ma fortemente voluto che ha dato sicuramente una nuova vita al giardino stesso che, già di una bellezza disarmante, ha accolto le statue come un valore aggiunto.
Il giardino diventa così un angolo popolato dalle figure maschili tipiche di Folon, ma anche da animali, uomini pesce e uomini con il capo che germoglia piante sempreverdi.

Su tutte, la rappresentazione assoluta del rapporto d’affetto tra la città e l’artista è espresso nella perfetta posizione di quel profilo di valigia che incornicia una Firenze bellissima, che pare tendere a luce, spazio e cielo come uno dei suoi acquarelli.

Photo credit: immagine di copertina – Inti

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