Tre cose da sapere sull’opera di Koons che odiate

È piazza della Signoria a Firenze il centro della polemica, ed è quell’enorme luccicante opera l’argomento di discussione del momento, ma i più preoccupati si rasserenino, starà lì solo fino al 28 dicembre.

Puntuale come un orologio il polemico che si nasconde -non solo- dentro ogni fiorentino ha fatto capolino davanti a un affronto tanto scintillante. In piazza della Signoria un’opera d’arte contemporanea, sgomitando, si mette sfacciata tra Michelangelo e Donatello suscitando in molti un certo sdegno.

A voler andare un pochino oltre la banale questione del mi piace o non mi piace si potrebbe approfittare per qualche riflessione sull’arte e i suoi linguaggi, sulla capacità di comunicare e arrivare allo spettatore. Senza eccedere nell’indignazione; che ci piaccia o no, si tratta pur sempre di uno scontro-incontro tra titani.

L’artista

Jeff Koons che ho capito in molti ricordano per essere stato il marito di Cicciolina è un artista di fama internazionale. Nato nel 1955 a York in Pennsylvania, dopo gli studi d’arte debutta nel 1980 al New Museum di New York. Verso la fine degli anni ’80 espone in molte mostre in Europa e negli anni ’90 realizza una delle sue opere più famose Puppy, acquistata poi dal Guggenheim di Bilbao, un grande Terrier alto 13 metri e realizzato con qualcosa come 70.000 tra fiori e piante verdi.

Nel 2013 una sua opera, Balloon Dog (Orange) viene venduta dalla casa d’aste Christie’s per 58,4 milioni di dollari diventando tra le opere più costose di un artista vivente. Nel corso del tempo Koons ha costruito la sua carriera attraverso la realizzazione di opere come parti di serie e anche le opere esposte a Firenze appartengono a due di queste: Gazing Ball e Antiquity. Koons è considerato uno degli artisti contemporanei più importanti.

 

La collocazione

È vero, erano 500 anni che sull’arengario, lo spazio antistante a Palazzo Vecchio dove sono collocate alcune delle sculture (o copia di queste) più famose al mondo, non veniva esposta un’opera nuova. La proposta è certamente di quelle senza paura anche se, coinvolgendo uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, si può considerare offra l’occasione di un incontro-confronto alla pari.

Un’operazione coraggiosa perché la posizione è, oltre che sfacciata, di primo piano e per questo esposta con una facilità estrema al giudizio da colpo d’occhio che, per definizione, spesso va poco oltre l’attimo dell’impressione. D’altro canto, sempre a livello di impressione, i più curiosi o gli appassionati di fotografia si saranno accorti di interessanti, nuovi e diversi rapporti tra le opere sulla piazza, con il palazzo e con l’opera stessa la cui superficie riflette l’intorno.

L’opera

Pluto e Proserpina, 3 metri di acciaio smaltato color oro è un’opera ispirata a un lavoro di Gian Lorenzo Bernini, il Ratto di Proserpina realizzata tra il 1621 e il 1622 da un Bernini giovanissimo. L’opera fu risolta da Bernini con una forma spiraliforme di cui il Ratto delle Sabine del Giambologna che si trova all’estrema destra sotto la loggia dei Lanzi e il Genio della Vittoria di Michelangelo del salone dei Cinquecento erano esempio. Proprio questa vicinanza fisica è per i curatori l’occasione di riproporre dei rimandi che ricordano quanto importante è stata l’arte del Cinquecento per Bernini.

C’è da dire che il lavoro di Koons non è una precisa copia dell’opera di Bernini, ma più una riproduzione liberamente ispirata. Oltre all’effetto cromatico e quasi liquido dovuto al materiale con cui è realizzata l’opera, l’artista ha apportato alcune modifiche tra cui l’inserimento di fiori veri che sono un richiamo alla natura, alla sua ciclicità e vitalità. Questo aspetto propone un altro rimando, quello con il mito rappresentato dal soggetto il quale è stato associato all’alternarsi delle stagioni e alla rinascita primaverile.

Nella sala dei Gigli i Palazzo Vecchio è esposta l’altra opera di Koons, la copia del Fauno Barberini della Gliptoteca di Monaco. Parte della serie Gazing ball, l’opera è collocata proprio di fronte alla Giuditta e Oloferne di Donatello (quella vera) e anche questo, è un incontro che dovreste vedere.

 

Koons in Florence 26 settembre – 28 dicembre

Palazzo Vecchio – Sala dei Gigli
Arengario di Palazzo Vecchio – Piazza della Signoria

Orario per la sala dei Gigli: venerdì a mercoledì 9.00 – 19.00; giovedì: 9.00 – 14.00
Biglietto per la sala dei Gigli integrato nel biglietto di Palazzo Vecchio