Rose c’est Paris di Bettina Rheims al museo Alinari: fotografie come quadri viventi

Il Museo Alinari di Firenze ospiterà fino al 27 novembre la mostra fotografica Rose c’est Paris, in cui gli scatti di Bettina Rheims e il filmato di Serge Bramly si fondono in un connubio dal sapore onirico.

I due raccontano una storia immaginaria che rende omaggio alla Parigi del Surrealismo, musa ispiratrice di un viaggio alla ricerca dell’Altro e del Sé.

 

 

B è una giovane donna che arriva a Parigi per cercare Rose, la sua gemella scomparsa.

L’indagine la condurrà in luoghi misteriosi e senza tempo in cui ogni volta vestirà i panni di un personaggio diverso: una magliaia giapponese, un suonatore di fisarmonica cieco, una prima ballerina, e a volte la stessa Rose.

Tra gli interpreti compaiono anche donne famose come Naomi Campbell e Monica Bellucci e dalle scene traspare il passato da fotografa di moda della Rheims.

Il trasformismo di B rimanda al filo conduttore della storia: Fantômas, criminale spietato e abile nei travestimenti tratto dalla letteratura francese.
Fantômas rappresenta l’universo oscuro e mostruoso, che però è alleggerito dalla presenza del desiderio di M. Duchamp, le cui opere (tra cui il famoso orinatoio) vengono evocate attraverso immagini che sembrano quadri viventi. Il titolo stesso della mostra, “Rose c’est Paris”, è un omaggio al suo pseudonimo “Rrose Sélavy”.

Il viaggio di B dà vita a immagini surreali, confuse, dai continui riferimenti sessuali, a volte feticisti (la mostra è vietata ai minori di 16 anni), in cui ogni volta si cerca di suggerire un’ipotesi sulla scomparsa della gemella. Ma chi è davvero Rose? B lo scoprirà guardandosi allo specchio.

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