I Presagi a colori di Bruno Pedrosa

Dal 4 febbraio al 18 marzo al Lucca Center of Contemporary Art (Lu.C.C.A.)la mostra itinerante di Bruno Pedrosa che arriva da Fortaleza in Brasile e che tornerà a Rio de Janeiro a fine marzo.

Il progetto di questa mostra che mette in relazione Italia e Brasile è sostenuto da varie realtà museali e culturali italiane e brasiliane. Al Lu.C.C.A., come in ognuna delle sedi che ospiterà la mostra, si terranno workshop e conferenze.

In mostra 40 opere tra dipinti ad olio, disegni, tempere e sculture tutto a raccontare di presagi, di sensazioni, di qualcosa che non si può toccare, ma si può sentire, percepire.

Il lavoro di Pedrosa intende dire l’imponderabile; il segno diventa espressione di un’energia vitale che si palesa in modo diverso a seconda della tecnica usata, intricati segni colorati ad olio e una sovrapposizione di forme create con linee rette nei lavori su carta. Un’interessantissima doppia visione, una avvolgente, mescolata, rissosa, l’altra frenetica ma composta.

C’è un fascino atavico in questi racconti che rimandano anche a riflessioni sull’imperscrutabilità di un percorso scelto per noi da una volontà divina. Ci sono l’imponderabile e il certo, l’insicurezza e la consapevolezza di sé, la volontà e l’azione, tutti temi di percorso e (possibile) presagio.

Bruno Pedrosa, brasiliano classe 1950 ha esposto nel suo paese, negli Stati Uniti, dove ha iniziato la sua carriera espositiva e in Europa, dunque anche in Italia, dove si è trasferito dagli anni Novanta.
Un atteggiamento vorace, curioso di ogni tecnica e forma dell’arte,
che sonda le potenzialità dei materiali: vetro, carta, marmo e bronzo.

Un progetto particolare e un artista eclettico e vitale.

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