Prendo il treno e vado…5 mostre da vedere in giro per l’Italia. Vol.II

Il nostro secondo itinerario per mostre che vi porta in giro per l’Italia. Cinque nuove mostre che potrebbero ispirarvi un viaggio, fino a giugno 2012.

Ferrara

Sorolla. Giardini di luce a Palazzo dei Diamanti fino al 17 giugno

Joaquín Sorolla artista spagnolo, che si forma tra Ottocento e Novecento quando impressionismo e simbolismo si diffondevano e offrivano spunti da elaborare e approfondire.

Una personalità interessantissima, protagonista riconosciuto insieme a Boldini e Sargent della ritrattistica di quel periodo, maestro di luce con un modo veloce e vibrante ma perfetto. Nella mostra a Palazzo dei Diamanti una serie di opere che raccontano in particolare della sua maturità, con opere di grande modernità  che Sorolla creò solo per se stesso e con il giardino come tema privilegiato.

Venezia

Arte europea 1949-1979  Palazzo Venier dei Leoni  fino al 6 maggio

In occasione della riapertura del museo e del giardino delle Sculture Nasher, dopo i rapidissimi lavori di ristrutturazione, una mostra che celebra gli anni veneziani di Peggy Guggenheim che visse a palazzo Leoni dal 1949 al 1979.

Marguerite (Peggy) Guggenheim, giovane ereditiera imparò a conoscere e apprezzare l’arte frequentando e vivendo fra gli artisti (ne sposò due, Laurence Vail e Max Ernst)

Diventò una collezionista e mecenate importante e influente. Si trasferì a Venezia nel 1949 dove comprò palazzo Leoni, perché conoscere Venezia “…significa innamorarsene e nel cuore non c’è più posto per altro”

In mostra un gruppo di opere del secondo dopoguerra collezionate dalla Guggenheim e raramente esposte, tra gli altri, Rotella, Fontana,Vedova, Tancredi, ma anche  Armitage, Bacon, Sutherland, e i maggiori rappresentanti del gruppo CoBrA, Alechinsky, Appel e Jorn.

Completa la mostra un’esposizione omaggio a Marion Richardson Taylor scomparsa nel 2010, artista composita la cui traccia distintiva è senza dubbio la trattazione del colore declinata nelle diverse tecniche artistiche.

San Marino

Da Hopper a Warhol a Palazzo Sums fino al 3 giugno

Grazie a prestiti importanti come quelli del Museum of Fine Arts di Boston, del Wadsworth Atheneum di Hartford, della Terra Foundation for American Art di Chicago, della Broad Art Foundation di Santa Monica e dell’Adelson Gallery di New York si è potuta realizzare questa mostra che è un percorso nella storia dell’arte americana moderna.

Partendo dalle immagini pulite, nitide e realiste di Edward Hopper passando per la metafisica della O’Keeffe e l’astrazione gestuale di Pollock, poi attraverso il colore di Rothko e Sam Francis fino ad arrivare alla pop art con Andy Warhol e Roy Lichtenstein. A chiudere la mostra Andrew Wyeth l’artista americano, scomparso nel 2009, che con il suo straordinario realismo di oggi crea una stretta connessione con quello che era stato il punto di partenza della mostra, Edward Hopper.

Roma

Steve McCurry al Macro fino al 29 aprile

Considerato uno dei maestri del Novecento, diverse volte vincitore del World Press Photo Awards, premio tra i più importanti per la fotografia, è protagonista di questa mostra  costruita non seguendo un filo cronologico ma avvicinando piuttosto soggetti e sensazioni simili.

Le umanità raccontata dalle foto di McCurry  sono così accomunate, vicine, unite, anche se provenienti da latitudini lontane.

Americano, nato nel 1950 ha collaborato con Time, Life, Newsweek e National Geographic, è stato su moltissimi fronti di guerra, in prima linea rischiando la vita, dalla Cambogia al Kuwait. Un artista della fotografia contemporanea, il suo ritratto Ragazza afghana (Sharbat Gula, ritrovata da McCurry qualche anno fa) è la fotografia più conosciuta della storia del National Geographic.

 

Chieti

Keith Haring. Il murale di  Milwaukee al Museo della Civitella fino al 22 aprile

La mostra che racconta la storia del muro di Milwaukee, aperta nel luglio 2011 è stata prorogata fino ad aprile. Keith Haring realizzò quest’opera nel 1983 in occasione dell’ inaugurazione del Museo Haggerty a Milwaukee.

Si tratta di un lavoro costituito da 24 pannelli in legno per un totale di trenta metri di lunghezza e due metri e mezzo d’altezza. In mostra saranno visibili insieme alla ricostruzione del muro, foto e video che documentano le varie fasi della realizzazione.

Keith Haring, morto nel 1990 a soli 31 anni è stato uno degli artisti più interessanti e unici del periodo d’oro dell’arte newyorkese degli anni Ottanta, tra gli altri, insieme a Jean Michel Basquiat , Barbara Kruger e Richard Hambleton.