Mario Mariotti. L’estro, la fantasia, le mani

Al museo Pecci a Prato la mostra dedicata al fiorentino (di Santo Spirito) Mario Mariotti. Fino al 30 aprile sarà possibile vedere una raccolta di materiale proveniente dall’archivio riordinato dalla figlia dell’artista.

Un artista unico, difficile da definire, creativo, pittore, grafico, designer, artigiano. Ha svolto un’attività intensa e poliedrica legata a doppio filo con la sua città e il suo quartiere.

Diceva di se “sono un artista periferico” di fatto ha svolto la maggior parte del suo lavoro nella sua bottega di Santo Spirito. E da lì ha raggiunto il mondo.

La mostra racconta una storia a tutto tondo, ci sono documenti, recensioni, pubblicazioni, oggetti, oltre alle opere. Originale, coinvolgente ed entusiasta riusciva a fare dei suoi progetti delle performance urbane.

Qualcuno ricorderà di aver partecipato alla performance sul tema del fuoco con i panni d’artista stesi dalle finestre di Santo Spirito per Fire enze o i più di trecento quadri appesi alla stazione Leopolda per Al muro. Sempre sua l’idea delle proiezioni sulla facciata di Santo Spirito nel 1980, antesignano di quei  lavori di luce fatti sui palazzi  che oggi la tecnologia concede di fare in forma ancora più stupefacente.

Poi, con il coinvolgimento di tutti, dagli artisti agli amici, dagli abitanti del quartiere agli studenti a inventare su carta come riempire la silhouette della facciata della stessa chiesa.

Non solo dunque, i popolarissimi giochi con le mani dipinte da animali (gli Animani) e da uomini (Umani e Fallo di mano per i mondiali del ’90) che sono stati protagonisti di tanti libri facendo sognare più di una generazione di bambini in tutto il mondo, incantando anche gli adulti. Ci piace anche ricordare che sua è l’immagine simbolo Diladdarno.
Una mostra da non perdere, un artista definito magmatico, ironico, poetico, assolutamente da conoscere.

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