Marina Faggioli. Ethnorizoma

Fino al 15 febbraio al Museo di San Casciano (ex Museo d’Arte Sacra) in mostra ventiquattro opere in tecnica mista  e due installazioni in fibra di Marina Faggioli.

Il filo conduttore della mostra è il concetto di rizoma, il rizoma è un tubero, le sue radici si sviluppano secondo configurazioni specifiche dove ogni parte può essere connessa a un’ altra senza il passaggio per punti predefiniti (per i più curiosi il rimando è a Oliver Sacks “L’isola dei senza colore”).

Una metafora organica che si presta bene a rappresentare i collegamenti nei processi culturali nel tempo delle reti informatiche; la struttura della rete sociale del web, i flussi informativi che attraverso i nodi delle informazioni e delle conoscenze condivise sono come le radici rizomatiche sotterranee.

Fibre, tessuti, fili, strappi e cuciture, ma anche carte geografiche e fragili architetture di carta, sono mezzi e materiali nell’opera di Marina Faggioli, attraverso i quali si costruisce una botanica immaginaria, colorata e gioiosamente rasserenante.

Affascinanti o forse dovremo dire attraenti le installazioni realizzate con l’uncinetto che creano forme tridimensionali, plastiche ed adattabili che ricordano organismi naturali o possibili, del tutto epurati da una qualsiasi connotazione sgradevole alla vista.

Se mai avreste pensato di innamorarvi di forme proliferanti come funghi, muffe, licheni..o rizomi, non vi resta che andare a vedere!

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