Le fotografie rock di David Corio in mostra a Firenze

Da Tom Waits ai Depeche Mode passando per Nick Cave, Nina Simone e tanti altri. I ritratti di David Corio in mostra alla Maidoff Gallery. Fino al 31 ottobre.

Una mostra di fotografie, Memoirs from the Moshpit, che raccoglie una selezione di immagini realizzate da David Corio tra il 1977 e il 1987. La celebrazione della musica attraverso i ritratti delle sue icone realizzati da uno dei grandi fotografi contemporanei di questo genere.

David Corio: classe 1960, nato a Londra, ha lavorato a lungo come freelance per The Times, Daily Telegraph, Q, Theatre Royal Stratford e Greensleeves; ha esposto al Victoria and Albert Museum e in gallerie d’arte da New York a Dublino, da Hong Kong a Osaka.

In mostra a Firenze una selezione di lavori in bianco e nero, scatti di tanti attimi, tutti con una storia.

David Corio

C’è Prince nell’agosto del 1986  alla Wembley Arena, scatto con flash per il quale David Corio venne buttato fuori dalla sicurezza. C’è John Lydon al Royal Lancaster Hotel di Londra, dov’era per la promozione del tour dei Public Image Ltd, Corio si mise alle sue spalle e provò a immaginare “…come avrebbe potuto chiamarlo sua madre da bambino e in un raro momento d’ispirazione mi sorpresi a pronunciare con voce acuta ‘Oh Jonathan!’… Lui si voltò immediatamente ed io ottenni il mio scatto.”

Ancora, Marianne Faithfull nel 1982 al Dominion Theatre di Londra “…Marianne era così pallida da sembrare trasparente. La costante scia di fumo proveniente dalle sue sigarette e quella voce dolente erano totalmente in contrasto con il suo aspetto delicato e la camicetta bianca da ragazzina. Marianne aveva 36 anni e stava combattendo da tempo contro una devastante dipendenza da droghe…”

E Bob Marley al Crystal Palace Bowl di Londra nel 1980 “…Pochissime persone in quel momento sapevano che era ammalato. L’unico modo per avvicinarsi al palco era guadare un lago profondo fino alla vita, proprio di fronte al palco, con una macchina, un obiettivo e qualche rullino messi in una borsa. Lo feci e non me ne pentii. Bob Marley era una di quelle persone di cui è quasi impossibile fare una brutta fotografia. Il suo carisma lo faceva sempre risplendere.”

Una mostra “diversa” quella di David Corio, che racconta l’attimo si, ma che lo contestualizza anche. Un percorso che diventa un diario di lavoro, di viaggio, la storia di tante storie, l’occasione di guardare in modo diverso, di vedere oltre l’immagine, oltre l’icona.

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