La poesia della distruzione di Günther Uecker

Alla galleria Alessandro Bagnai in via del Sole, la piccola mostra che celebra un grande artista, fondatore ed esponente del Gruppo Zero.

A Düsseldorf nel 1961 Günther Uecker, Heinz Mack e Otto Piene fondano il Gruppo Zero. Gli aspetti che il gruppo decide di esplorare riguardano l’ambito cinetico-visuale, nasceva infatti in quel periodo l’Arte cinetica e loro rappresentarono l’area nord, quella tedesca del movimento. Il Gruppo vide tra i suoi protagonisti diverse personalità di spicco dell’arte contemporanea europea come Manzoni, Fontana e Klein.

La mostra alla Galleria Bagnai è un omaggio all’artista parte di questo storico gruppo che ha raccontato un pezzo della storia dell’arte contemporanea. Un piccolo nucleo di opere recenti che richiamano però a concetti sviluppati dall’artista nell’intero corso del suo fare.

Uecker artista eclettico e geniale, ha sperimentato molte delle forme dell’arte. Scultore, pittore, scenografo e artista cinetico comincia a dipingere con pochi colori creando strutture di linee e punti; nello stesso periodo inizia a lavorare usando i chiodi, oggetti che alimentano la curiosità delle possibilità del rilievo e degli effetti d’ombra.

In galleria, un nucleo di sperimentazioni materiche con legno, tessuto e chiodi si susseguono come una serie legata da un gioco di rimandi che catturano continuamente lo sguardo, da una parte all’altra della stanza. Un lavoro energico che racconta il carattere volitivo dell’ottantaduenne artista tedesco.

Uecker non usa colori, il bianco è come la luce, somma di tutti i colori, il tessuto e la parola sono forma e segno che definiscono l’opera Weiβ che occupa la parete di fondo della galleria.

Opere piene di energia che rispecchiano la volontà di offrire il suo personale modo di interpretare tematiche che rimandano a concetti ampi, a una visione globale. Energia, spiritualità, materia.

 

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