La forma della leggerezza. In mostra alla SIMULTANEA-Spazi d’Arte.

Fino al 31 maggio sarà possibile sentire, guardare e persino toccare la leggerezza, attraverso l’indagine di cinque artisti.

La leggerezza di questi tempi è un valore aggiunto, si cerca, si desidera, come àncora di salvezza per sollevarsi dalla pesantezza del mondo.


Nei secoli alcune forme d’arte vi si sono aggrappate per dare nuovo ossigeno al concetto stesso di arte.

Dai Dadaisti che respingevano ogni forma di rigidità, ogni costrizione che provenisse dai dettami artistici, ai Futuristi convinti della magnificenza del futuro, senza parlare del mondo fantastico creato dai Surrealisti intenti a creare, attraverso la leggerezza del sogno, un mondo che prescindesse da ogni opprimente regola, ignorando addirittura quelle della fisica.

Oggi i cinque artisti di La forma della leggerezza modellano la materia. I materiali usati racchiudono perfettamente tutti i concetti che si susseguono nel corso della vita: concetto di precarietà, di effimero, di rigido, di morbido, di pesante e di leggero.

Usano diverse tecniche artistiche, cercando di concretizzare il concetto di leggerezza, inserendola, o meglio rivestendola di oggetti di uso quotidiano che creano una sorta di collegamento alchemico tra la materia e il modo di approcciarsi alla vita.

Espongono: Salvatore Marchesani, Veronique Massenet, Harumi Matsumoto, Gemma Rossi, Elena Vollmann

 

 

 

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