Il Veio di Giuliano Vangi: un motociclista in mostra alla Galleria Farsetti

Una scultura con una doppia mano destra. Questo e non solo colpisce dell’opera di Giuliano Vangi, intitolata Veio, come l’antica città alle porte di Roma, in mostra alla Galleria Farsetti.

Vangi, l’ultra-ottantenne scultore toscano, cittadino del mondo, ancora fa parlare di sé, stavolta a Firenze.  Ritroviamo alcune delle sue opere più convincenti, come “Lucia” (2008) in ebano, già esposta lo scorso novembre a Barberino del Mugello. Ma il capolavoro assoluto e protagonista in questa ennesima esposizione è Veio (2010).

Una moto vera, un giubbotto di pelle moderno, un elmo greco al posto del casco. Così si presenta il motociclista proposto da Vangi. Sospeso tra passato e futuro in un gesto di profonda aggressione e prepotenza. Come Veio, antica città alle porte della capitale si contendeva il prestigio con Roma, allo stesso modo l’uomo- Veio diventa l’aggressore di oggi e di ieri, in una simbologia senza confini.

Una scultura in bronzo, monumentale, che lascia lo spettatore attonito. Philippe Daverio, noto critico d’arte, ha definito l’opera come “ la scultura futurista che al futurismo è sempre mancata”.  Valutazione che eleva, senza alcun bisogno ulteriore, l’artista barberinese tra i grandi scultori contemporanei di tutti i tempi.

A suggellare il pathos di Veio, di supporto alla sua realizzazione, una serie di lavori preparatori su carta, anche questi in mostra, che sottolineano le sue doti di finissimo disegnatore.

La scelta dei colori, così come la selezione ricercata dei materiali utilizzati per scolpire, costituiscono da sempre la cifra artistica ed originale di Vangi. Anche qui confermata. E con Veio aggiornata.

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