I dollari di Vaclav Pisnejc. Un’installazione per parlare di una questione sociale

Nei pressi del complesso abbandonato di Sant’Orsola, un’installazione-provocazione dell’artista praghese Vaclav Pisnejc

Il monastero benedettino di Sant’Orsola (vicino al mercato di San Lorenzo) venne fondato all’inizio del ‘300 e nel corso degli anni acquistò sempre maggior prestigio con i suoi affreschi e le sue corti interne.

Secondo un documento conservato nell’archivio laurenziano di Firenze, Lisa Gherardini (la Monna Lisa) morì e fu sepolta proprio in Sant’Orsola nel 1542 (ipotesi dei ricercatori basate sulle informazioni contenute ne “Le vite” del Vasari). Nell’Ottocento il convento viene soppresso con l’editto napoleonico e trasformato in manifattura tabacchi.

Ad oggi il bene appartiene al demanio ed è un patrimonio intrappolato nella burocrazia, difatti è stato più volte autogestito e lasciato in stato di abbandono. La stampa locale ha parlato, negli scorsi mesi, di restauro e risanamento conservativo, progetto che dovrebbe partire il 21 ottobre 2012, proprio il giorno che si festeggia Sant’Orsola.

La soluzione prevede la realizzazione di una piscina pubblica, uno spazio espositivo, dei laboratori di arti e mestieri, un elemento architettonico che ricordi Carlo Lorenzini (Collodi), autore di Pinocchio e nato qui vicino, e un presidio di sicurezza pubblico.

Questa riqualificazione rimane a tutt’oggi una speranza e l’artista praghese Vaclav Pisvejc impone una riflessione attraverso un’estemporanea nelle vicinanze dell’ex monastero.

Si tratta di una serie di dollari incollati lungo il perimetro del cantiere che delimitano l’edificio di Sant’Orsola.

Il miraggio del dollaro, metafora che utilizza l’artista per indicare l’azione del passante che s’appropria della banconota, mette in luce il carattere di un’arte partecipativa, dove le persone entrano nell’opera e ne diventano attori.

Pisvejc intende porre l’attenzione su quest’area degradata, utilizza il linguaggio artistico contro ogni barriera culturale, e spera, anche se con molto scetticismo, nella realizzazione di una nuova Sant’Orsola che porti ad un’integrazione tra i residenti e gli extracomunitari di San Lorenzo e non nella creazione di uno dei tanti gelidi edifici commerciali.

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