Gli Anni Trenta in mostra a Palazzo Strozzi

Palazzo Strozzi inaugura la nuova stagione delle mostre con un’esposizione dedicata all’arte italiana negli anni Trenta. Fino al 27 gennaio.

Anni ’30 Arti in Italia oltre il fascismo  è una rassegna su un’epoca di straordinarie trasformazioni nelle arti. 96 dipinti, 17 sculture, 20 pezzi di design, ma anche una sala radio e una di lettura, che nel percorso della mostra offrono l’occasione di un momento di pausa e di riflessione.

Una mostra che invita a non avere fretta, dentro la quale sono costruiti spazi di decantazione che aiutano alla fruizione rilassata. Una mostra che non racconta solo un movimento o una scuola pittorica, racconta un momento storico, offre spunti e stimola curiosità e interesse.

Anni ’30 è un racconto a tutto tondo di un momento storico di grande energia creativa per l’arte, non solo ciò che lo Stato fascista apprezzava ma anche sperimentazioni del tutto nuove.

La possibilità di vedere riunite le opere di oltre 40 degli artisti più importanti dell’epoca rappresenta un’occasione unica: da Mario Sironi a Lucio Fontana passando per Carrà, Soffici, Morandi, Rosai e molti altri. Un corpus che è stato possibile mettere insieme grazie a prestiti importanti da musei europei e italiani.

La mostra è divisa in sette sezioni, che costituiscono un percorso ben concepito che si dimostra anche particolarmente efficace.

In Centri e scuole si mettono a fuoco le caratteristiche di stile e gusto di ogni scuola: Milano, Torino, Firenze, Roma. Giovani e irrealisti racconta l’esperienza futurista e astrattista come di ampio respiro che si apre oltre i confini nazionali, allo stesso tempo, gli artisti più giovani lavorano lasciandosi contaminare dalle esperienze internazionali.

La sezione Artisti in viaggio si concentra sugli scambi culturali con l’Europa. Arte pubblica è la parte che parla dell’arte usata come veicolo di comunicazione, partendo dalla Triennale di Milano del 1933. Contrasti mette in risalto tra modernità e tradizione, una tensione che andò aumentando e che ben si esprime con opere astratte e metafisiche che all’epoca vennero definite orrori.

Il design e le arti applicate costituisce una sezione dedicata che mette in confronto oggetti di arredo con la rappresentazione degli interni nel cinema dell’epoca. L’ultima sezione è dedicata a Firenze, alla sua vocazione di città delle riviste culturali che offrono sguardi incrociati su poesia, pittura, scultura e musica.

Una mostra da vedere perchè offre una panoramica allargata sulle arti della prima metà del secolo scorso mettendo in risalto sfaccettature spesso meno conosciute e studiate.

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