Alberto Burri. Una collezione privata in mostra alla Pananti

Fino al 20 luglio alla galleria Pananti, una mostra che raccoglie 25 opere di uno degli artisti simbolo del secolo scorso.

Nello spazio espositivo della Galleria Pananti dopo la mostra Macchiaioli: una collezione ritrovata arriva una mostra che raccoglie un piccolo-grande corpus di opere di Alberto Burri derivante da una collezione privata romana.

Un insieme particolare, composto da pezzi che lo stesso Burri regalò all’anonimo  collezionista, suo amico fraterno.

Cretti, multiplex e serigrafie, opere realizzate dagli anni ’70 da quello che è stato uno degli artisti più grandi del Novecento.

Nato a Città di Castello nel 1915 cominciò a dipingere nel 1944 lasciando la professione medica. Nel 1952 si impose sulla scena dell’arte internazionale esponendo i suoi lavori realizzati con vecchi sacchi, lembi di tessuto, sbrindelli ammuffiti che esprimevano un drammatico strappo fisico e morale.

La materia è stata per lui una fonte enorme di ispirazione e nel corso del suo fare ha lavorato con legno, plastica e ferro, indagando e parlando attraverso i materiali.

Insieme a Fontana è stato il perno dell’esperienza artistica internazionale del dopoguerra, una delle personalità cardine dell’informale.

E’ affascinante nel suo fare che l’arte venga sempre dopo, dopo che i materiali sono stati usati, dopo che sono stati consumati, un aspetto che spinge a un ricordo, a una riflessione, un modo che non imita la vita, la riguarda.

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