Aerial Boundaries e il cortile di Palazzo Strozzi si frammenta in visioni infinite

Presentata questa mattina, si inaugurerà la sera del 30 aprile in occasione della Notte Bianca l’installazione di Loris Cecchini per il cortile di Palazzo Strozzi.

Il cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi è ancora una volta protagonista e materia per l’arte contemporanea. Questa volta a confrontarsi con questo spazio dall’identità fortissima è Loris Cecchini, artista nato a Milano che vive e lavora tra la Toscana e Berlino.

Il fascino dei progetti site specific sta soprattutto nel fatto che un artista mette alla prova se stesso declinando il suo lavoro, la sua visione, in funzione di un certo luogo che, come in questo caso, ha una sua propria storia e identità. Non c’è mai in questi casi un modus operandi preordinato, per un artista la sfida è senza dubbio complessa.

Loris Cecchini, contattato da Franziska Nori direttore del CCC Strozzina, alcuni mesi fa, raccoglie la sfida e tra qualche giorno, in concomitanza con l’evento Notte Bianca presenterà la sua opera  Aerial Boundaries.

Un lavoro sfolgorante e deflagrante dove delle gigantesche forme sfaccettate, sospese e riflettenti, spezzano e mostrano l’architettura circostante in modo sempre diverso, sempre nuovo.

Un’installazione che è un flusso di immagini, immobile, perché è la luce, è lo spettatore a cambiare, a creare infinite possibilità di visione.

Cecchini crea una forma modulare ispirato dai solidi platonici che gli consenta, piegandosi, una creazione sempre nuova, diversa. Ecco che la progettazione prettamente tecnica è funzionale all’estro, alla creatività dell’artista.

Un’installazione che avrà un’altra storia dopo luglio (termine ultimo per visionare l’opera) e sarà una storia diversa, dove queste forme, che tradiscono l’interesse dell’artista per cristalli e minerali, muteranno per dar vita a qualcosa di nuovo. L’arte che rigenera se stessa.

Un’ottima prova per questo giovane artista già di fama internazionale e per CCC Strozzina che lavora fortemente per creare collaborazioni e promuovere partnership di alto livello (questa volta con J.P.Morgan) che consentano di regalare alla città esperienze d’arte contemporanea d’eccellenza.

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