5 mostre che dovreste vedere in giro per l’Italia

Tra impressionismo, informale e fotografia si snoda un percorso attraverso 5 mostre da vedere in Italia. Da Torino a Caserta un viaggio attraverso l’arte moderna e contemporanea che vi farà venir voglia di partire.

Torino

Edgar Degas fino al 27 gennaio 2013

Uno dei protagonisti di un periodo storico-artistico di grande fermento e creatività che portò la Parigi di fine ‘800 ad essere il fulcro di una stagione irripetibile.

Protagonista della stagione artistica impressionista e sicuramente vicino all’idea di una pittura più libera e aderente al vero definì la sua produzione più che sull’immediatezza tipica degli impressionisti con i quali ha partecipato a molte mostre, sull’essenza del momento. Degas ha affrontato temi differenti e sperimentato le tecniche più varie riuscendo a padroneggiarle in modo assolutamente sicuro.

La mostra, la più importante che l’Italia abbia dedicato a Edgar Degas, offre l’occasione di un percorso attraverso i temi affrontati nella sua carriera: l’ambiente familiare, l’esperienza italiana, il mondo parigino degli artisti, della musica e dei caffè, il paesaggio, i cavalli e le corse, le ballerine e non ultimo, il nudo.

Per chi non può resistere al fascino tentacolare dell’impressionismo e delle sue varie declinazioni e per chi ha bisogno di un po’ di colore per fare pace col grigio della stagione fredda.

Venezia

Capogrossi, retrospettiva fino al 10 febbraio

Al Guggenheim di Venezia un’antologica racconta uno dei protagonisti assoluti della scena artistica mondiale del secondo dopoguerra.

Una delle mostre più complete dedicate a Giuseppe Capogrossi, si parte dall’analisi del segno fino ad arrivare alla presentazione di  quella magistrale orchestrazione di segno e colore per ricostruire la sua carriera artistica. Una carriera di ricerca complessa che ha visto la definizione di un modo, uno stile che ha reso il lavoro di Capogrossi, simbolo di un periodo, quella tra gli anni ’50 e ’60 ricco di idee, prospettive e possibilità per tutto un paese in pieno boom economico.

In mostra si trovano riunite opere provenienti da collezioni private e musei di tutto il mondo tra cui, le opere del Guggenheim di New York, che aveva un Capogrossi nella collezione già nel 1958.

Una mostra per chi ama l’arte contemporanea ma anche per quelli che non sono sicuri di aver ben capito cosa si intenda per arte informale. L’incontro sarà didattico.

Ferrara

Boldini, Previati  e De Pisis fino al 13 gennaio 2013

In seguito al sisma del maggio scorso, Palazzo Massari che ospita la Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea è stato chiuso. Fino a che non verranno eseguiti lavori di consolidamento le opere della Galleria non saranno fruibili.

Nasce così l’idea di una mostra che coinvolgendo le opere della Galleria, parli dei più grandi artisti ferraresi di Ottocento e Novecento (Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Melli, Funi e De Pisis) e li metta a confronto con gli altri grandi maestri italiani dell’epoca, come Carrà e Boccioni.

La mostra, riunisce circa ottanta tra dipinti, sculture e opere su carta che insieme raccontano un secolo e mezzo di produzione locale, ma non solo.  L’esposizione infatti, si apre anche alle altre esperienze nazionali e internazionali costruendo un percorso di confronto molto piacevole e non scontato.
Un nucleo importante dell’esposizione riguarda  le opere di Giovanni Boldini, ne chiarisce il ruolo di protagonista della Belle Époque, il suo essere una figura fondamentale per l’arte italiana prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti.

Da non perdere per quelli che amano la bella pittura e le mostre che raccontano un periodo. E poi, Palazzo dei Diamanti è uno di quei luoghi dell’arte che è obbligatorio conoscere.

Roma

Robert Doisneau fino al 3 febbraio 2013

Per il centenario della nascita di Doisneau, dopo Parigi e Tokio arriva per la prima volta in Italia, a Roma, una mostra monografica sul grande fotografo francese scomparso nel 1994.

Oltre 200 fotografie in bianco e nero, in un insieme che vuole rendere omaggio a Doisneau e alla sua Parigi, sfondo perfetto per i sui soggetti preferiti, i parigini. Quella di Doisneau è una Parigi generosa ma anche nobile e delicata che si rivela nella nudità del quotidiano e nessuno meglio di lui, sa fissare l’istante (anche se qualche volta reinventato) della verità di un attimo qualsiasi, di un giorno qualsiasi.

Oggi noto al grande pubblico, in particolare come autore di alcune immagini-icona,  ha costruito la sua carriera non senza difficoltà, cominciando a esporre negli anni Settanta ma ottenendo subito i primi riconoscimenti.

L’esposizione è la prima di un ciclo di importanti mostre dedicate alla grande fotografia francese del Novecento promosse dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia con la collaborazione della Ville de Paris.

Da vedere per tutti quelli che dal Bacio all’Hotel de Ville sono sempre stati stregati e per quelli che non si accontentano e vogliono guardare oltre il poster.

Caserta

Henry Cartier Bresson fino al 14 gennaio 2013

Per me una sola cosa conta: l’istante e l’eternità, l’eternità che, come la linea dell’orizzonte, non smette di arretrare. H.C.B.

Abbiamo già parlato di questa mostra, citata tra le mostre da vedere qualche tempo fa a Roma, dove è stata prima di approdare alla splendida location della Reggia di Caserta.

Una mostra che offre una panoramica condensata ma esauriente dell’opera di Henri Cartier Bresson, declinata in modo originale e in un certo senso intimo. Un nucleo di 44 fotografie scelte e commentate da  intellettuali, scrittori, critici, fotografi o semplicemente amici del fotografo. Un filo conduttore, un tema semplice ed efficace, che coinvolge e offre, si potrebbe dire, anche una nuova prospettiva di lettura delle opere di Cartier Bresson.

Un insieme di immagini che rappresentano il modo attento, originale e profondo di raccontare il mondo di Cartier Bresson. Gli avvenimenti importanti e quelli più semplici, addirittura insignificanti però vibranti e e densi di vita.

Cartier Bresson è Cartier Bresson, basterebbe questo. Questa però, è diversa dalle altre mostre, è perfetta per chi è curioso di parole oltre che di immagini.

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