4 opere d’arte a Firenze che avete visto ma che forse non conoscete

Le avete viste e riviste migliaia di volte, in alcune circostanze magari vi ci siete soffermati, le avete criticate, ammirate, commentate, la maggior parte delle volte non ci avete fatto troppo caso.

L’arte a Firenze è anche dove non te l’aspetti. Sono opere d’arte moderna o contemporanea, sono collocate in luoghi particolari, di passaggio e in molti casi sono ormai parte del paesaggio cittadino.

Arte a Firenze è certo una formula solida e di antica memoria, non per questo sempre felice.

In epoca contemporanea sono moltissime le opere che la città ha avuto in dono o quasi (da Henry Moore a Mario Ceroli, da Folon a Kousei Tateno) e per le quali ha dovuto pensare una collocazione, non senza difficoltà, mai senza polemiche.

E parlando d’arte e di spirito critico fiorentino, che è senza tempo, non può che tornare alla mente il detto “Ammannato Ammannato che bel marmo hai rovinato” dedicato all’Ammannati e al suo biancone: il Nettuno di piazza Signoria.

Michelangelo Pistoletto a Porta Romana

L’imponente scultura in marmo chiaro che campeggia davanti a quella che è la porta più grande tra quelle fiorentine è un’opera di Michelangelo Pistoletto.

Nel 1984 arrivò un’altra opera d’arte a Firenze, dopo la mostra al Forte Belvedere rimase come installazione permanente al centro della rotonda di Porta Romana. L’opera raffigura una figura femminile protesa in direzione sud che porta sul capo un’altra figura, pesante e lunga che tende invece in direzione opposta.

La composizione crea in effetti una linea di tensione che porta, in questa collocazione, verso il centro della città.

Pare che sul rapporto città-campagna vada letta e interpretata l’opera; senza entrare troppo nel merito sicuramente si può dire che in questi trent’anni si sia guadagnata un ruolo iconografico di quel punto della città.

Ottone Rosai alla Stazione di Santa Maria Novella

La Stazione di Santa Maria Novella fu inaugurata nel 1935 e nello stesso anno venne affidato a Ottone Rosai l’incarico di dipingere due vedute di paesaggi toscani per sala del bar.

Rosai lavorò ad alcuni bozzetti tra cui il grandissimo disegno-acquarellato Panorama di Firenze del 1935 (Porta Romana) andato all’asta qualche tempo fa; per Santa Maria Novella furono poi scelti due paesaggi. Rosai, dipinse queste due grandi opere facendo un vero e proprio racconto del paesaggio collinare toscano, della luce calda che definisce lo spazio di campi, case coloniche e olivi.

Panorama di Firenze del 1935 (Porta Romana)

Lo stile pulito, la semplificazione delle forme e l’uso del chiaroscuro trecentesco di tono monocromatico sono tutte componenti di quest’impeccabile resa dell’atmosfera toscana. Rosai utilizzò una tecnica particolare per l’esecuzione, dipinse sullo stucco della parete con pigmenti mescolati a un legante a base di lattice di fico.

Botero all’aereoporto

Ancora arte a Firenze in plein air frutto di una donazione è la Paloma di Botero. Realizzata nel 1990, l’opera in bronzo è alta 240 centimetri e pesa 1500 chili.

Nel 1993 Fernando Botero donò la statua al comune di Firenze che trovò questa collocazione, che si può dire definitiva. Almeno fino ad ora.

arte a firenze
Nel 1999 l’opera ha fatto parte della mostra con 31 sculture monumentali che si svolse in città tra gli Uffizi, Piazza Signoria e Palazzo Vecchio.

La Paloma, collocata, in un’aiuola, davanti all’aereoporto di Peretola dovrebbe accogliere e salutare chi entra e chi esce dalla città con la sua maestosa fisicità.

Vangi nella Piazzetta di Santa Maria Soprarno

Nella piazzetta di Santa Maria Soprarno, tra via dei Bardi e Lungarno Torrigiani il bronzo di San Giovanni di Giuliano Vangi non spicca per imponenza ma certamente per personalità.

Modellato elegante e morbido, un’opera che pare leggera, dove il gesto del braccio alzato rompe qualsiasi dubbio sulla staticità della posa.

 bronzo di San Giovanni di Giuliano Vangi

L’opera è stata donata al Comune dall’Ente Cassa di Risparmio, Vangi ne ha curato personalmente il restauro un paio d’anni fa.

Il San Giovanni Battista, un omaggio d’arte a Firenze e al suo patrono è una delle opere realizzate per importanti spazi pubblici dall’artista, nato nel Mugello e formatosi a Firenze, al quale nel 2002, è stato dedicato un intero museo in Giappone a Mishima.

Photo credit: immagine di copertina – Aldoaldoz

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