3 cose da sapere su Kandinsky prima di visitare la mostra di Pisa

Il padre dell’arte astratta è stato plasmato da tanti elementi.  Ma cosa ha realmente inciso nella vita di Wassily Kandinsky? 3 cose da sapere prima di visitare la mostra di Pisa.

Un artista geniale, una figura che ha attraversato la Russia e l’Europa portando con sé la rivoluzione dell’astrattismo. Mentre una mostra al Palazzo Blu di Pisa ripercorre il percorso di Wassily Kandinsky, scopriamo tre aspetti della sua vita che non tutti conoscono.

C’era una volta la zia di Kandinsky

Kandinsky, Palazzo blu di Pisa, mostra kandinsky palazzo blu pisa, fiabe russe

L’artista ricorda come città dell’arte le fiabe russe che ascoltava da bambino. Questo lo avvicinerà tantissimo alle sue radici. Proprio in quel periodo tutta la Russia andava a riscoprire le sue origini nel folklore popolare. E cosa meglio lo rappresenta se non la fiaba?

L’interpretazione simbolica che derivò da quel periodo influenzò gli artisti e la concezione d’arte. Ma Kandinsky avrà un percorso ancora diverso ed unico, sopratutto per i suoi viaggi nel profondo della Russia e in Europa.

Altro che dottor Zivago

Kandinsky, Palazzo blu di Pisa, mostra kandinsky palazzo blu pisa, fiabe russe

Wassily Kandinsky, a differenza di quello che si possa pensare, non nasce come pittore. Inizia a studiare diritto a Mosca. Proprio questo lo porterà a visitare le zone più remote del suo paese. A vedere le izbe, le abitazioni tradizionali del Vologda, con le loro decorazioni e colori che tanto lo affascineranno.

Quasi dieci anni più tardi si renderà conto di come questi studi scientifici lo avranno influenzato e formato. L’economia politica con il suo pensiero puramente astratto ma soprattutto il diritto ordinario russo: dove si giudica l’atto criminale considerando l’uomo che si ha davanti.

 La natura e i colori

Wassily si sentiva tormentato dalla debolezza della sua arte rispetto alla natura. A quella natura che gli offriva volto e anima. Ma fu proprio questo tormento a portarlo ad una lunga riflessione che lo spingerà a non riprodurre più la reale oggettiva, ma quella vista con occhi diversa: la prima forma d’astrattismo.

Kandinsky tiene un posto d’onore per i colori: hanno vita proprio e sono misteriosi ingredienti alchemici d’una tavolozza magica.  I primi li comprerà a quattordici anni e sarà un amore a prima vista. Arriverà a dedicare un saggio solo sui colori, “Lo spirituale dell’arte“.

 

chevron_left
chevron_right