Dal cuore di Porta Romana all’anima della Certosa

Partendo dalla piazza incollata a San Frediano a piedi sino al Galluzzo, al Monastero che tutti hanno visto ma pochi visitato. Evitando la trafficata Senese.

Scegliete in base all’istinto uno dei tanti bar della zona di San Frediano per il vostro spuntino o colazione e dirigetevi, attraverso la storia popolare di Firenze verso Porta Romana. Qui nel traffico caotico non saliamo verso i colli ma andiamo a mezzogiorno verso il Galluzzo e la Certosa. Si va in salita, virando subito a sinistra in Via della Campora per evitare la bella via Senese, da troppe auto assalita.

Tra ville nobiliari, giardini segreti che tanto segreti non sono, visibili dietro a muretti e ringhiere liberty siamo già in campagna. Una campagna antropizzata ma dal fascino forte, quasi a sentire i primi scampoli delle terre del Chianti, che si intravedono oltre i poggi. Un sali scendi piacevole sino all’incrocio con Via di Marignolle, dove apposta svoltiamo per godere ancora di più questo pezzo di mezzo tra Soffiano, il torrente Greve e il borgo di San Gaggio.

Certosa

In via di Marignolle, la splendida villa Medicea, dove i nobili fiorentini giocavano alla pallacorda, incombe piacevole con il portone che è in Via Ferrone. E’ in queste terre e in queste case che si organizzò il complotto dei Pucci nel 1560 per uccidere Cosimo I dei Medici ma non avendo noi nessuna intenzione bellicosa, posiamo goderci le ordinate campagne, lo sguardo verso il Galluzzo, scoprendo che Firenze pur non essendo il Giappone ha in luoghi come questo tanti ciliegi bianchi.

Di casa in casa si arriva all’incrocio tra Via della Pescaia e via della Grillaia. Un luogo nascosto cosi vicino alla città ma cosi a parte da meritare una sosta per scendere sino alla Greve. Tornando indietro per Via Bagnese, ammirando il Ponte All’Asse, tante volte distrattamente attraversato in auto o in motorino. Risalendo verso la Certosa, ritroviamo all’angolo con Via delle Romite, l’ex Monastero di San Michele delle Campora, dove vivevano un tempo appunto le Romite, nove suore agostiniane di clausura.

Ora al misticismo religioso si è sostituito la bellezza di questa campagna di periferia, cosi piacevole da attraversare a piedi, specialmente in primavera. Da qui puntiamo verso Via Volterrana e via della Certosa, per visitare il Monastero.

Certosa

Qui sulla sommità del Monte Acuto o Monte Santo, un pezzo di storia nazionale e un superbo punto panoramico sono a disposizione, con tanto di liquoreria, profumeria e i laboratori di restauro dei libri. La Certosa di Firenze offre anche visite guidate tutti i giorni, alle 9, 10, 11, 15, 16 e anche 17 d’estate, tranne la domenica mattina. Per tornare a Firenze o per arrivare alla Certosa e fare questo percorso all’inverso verso Porta Romana, il bus 37 c’è.

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