Teatri fiorentini: i 4 spettacoli più belli dell’anno

In conclusione delle stagioni teatrali dei teatri fiorentini una piccola classifica per ricordare i momenti più emozionanti e gli spettacoli più belli dell’anno appena trascorso.

Il borghese gentiluomo – Teatro della Pergola

Uno spettacolo che si frappone tra l’opera musicale e il teatro di prosa con la magnifica interpretazione di Massimo Venturiello affiancato dalla cantante Tosca. In una commedia frizzante e coinvolgente le vicende di un borghese ignorante disposto a tutto pur di “innalzarsi” al rango dei nobili.

Ma non basterà qualche lezione di letteratura, di danza o di musica per celare le sue basse origini, alla fine sarà deriso persino dai suoi familiari. In questo adattamento odierno di Molière Parigi si trasforma in Napoli.

La Clizia – Teatro di Rifredi

La Compagnia Arca Azzurra diretta da Ugo Chiti ha portato nuovamente in scena il proprio “fiore all’occhiello”. Un testo dove viene ancora una volta, come nella Mandragola, messa in evidenza la stupidità umana, da una parte, e la furbizia, dall’altra.

La giovane Clizia è oggetto di desiderio del suo stesso patrigno, il quale cerca di ordire un intrigo per sostituirsi al suo sposo la notte delle nozze. Ma c’è chi ne sa più di lui e da beffatore lo converte in beffato. Un cast affiatato e di grande talento in un’opera meno conosciuta, ma estremamente ironica e divertente, di Niccolò Machiavelli.

Il Dubbio – Teatro Le Laudi

È uno dei diversi lavori messi in scena durante la stagione passata dall’affiatata compagnia fiorentina Kimera Teatro. Dediti alla drammaturgia contemporanea gli attori hanno sempre dimostrato ottime doti, diretti dalla sapiente regia di Paolo Santangelo (spesso nel ruolo di regista, talvolta anche di attore).

In questo spettacolo si sono distinti Marco Conté, nei panni del prete accusato di pedofilia, e Laura Martelli, la madre superiora che si accanisce contro di lui. Padre Flynn ha davvero abusato di uno studente della scuola approfittando della sua condizione di “svantaggio” rispetto agli altri? Naturalmente il dubbio, alla fine, non viene sciolto. Contè risulta ambiguamente convincente sia come “carnefice” che come “vittima”.

Eretici e corsari – Teatro Puccini/Obihall

Una serata indimenticabile trascorsa in compagnia di Giorgio Gaber (i cui monologhi e canzoni sono stati interpretati da Neri Marcorè) e di Pierpaolo Pasolini (Claudio Gioè ne ha letto gli Scritti corsari). Due “poeti dell’opposizione” che hanno sentito il bisogno incontrollabile di ribellarsi verso la politica e la corruzione della loro epoca.

Entrambi amareggiati e delusi, i loro testi risultano terribilmente attuali nonostante siano passati 30 anni. Uno spettacolo d’intrattenimento che ha permesso agli spettatori di riflettere sul presente e di ricordare i due artisti, grazie a due ottimi interpreti.

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Mariagiovanna Grifi

Mariagiovanna Grifi

Mariagiovanna Grifi nasce a Napoli nel 1980. Dal 2001 al 2006 frequenta diversi laboratori di recitazione e di scrittura, partecipa a spettacoli di vario genere e collabora nell’organizzazione di eventi e festival teatrali. Nel 2005 si laurea in Scienze dell'Educazione all'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa con la tesi "Elementi di drammaturgia contemporanea: dalla scrittura alla messinscena" soffermandosi su alcuni autori teatrali napoletani del Novecento. Nel 2007 conclude il Master in Letteratura, Scrittura e Critica teatrale presso l'Università Federico II di Napoli con una tesi sulla scrittura come elaborazione del dolore ed inizia a scrivere per vari giornali online. Nel 2008 si trasferisce a Firenze dove consegue il Dottorato di ricerca in Storia dello Spettacolo presso l’Università di Firenze con una tesi sull’attività scenica e drammaturgica di un’attrice italiana del Seicento. Attualmente collabora come articolista e redattore con diversi giornali e portali web e gestisce attività formative ed educative per adulti, adolescenti e bambini.


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