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Ruggeri, il pollivendolo fiorentino che inventò il gelato

Il gelato fiorentino: storia rinascimentale di pollivendoli, cuochi improvvisati, fantasia, invidia, viaggi e informazioni segrete. Il protagonista? Un fiorentino.

Pare bizzarro, ma la storia del gelato è tema di dibattito e ricerca. Ipotesi e storie, testimonianze e leggende che si confondono. Alcune di queste, però, sono più quotate di altre: suffragate da racconti e scritti. È il caso di un signor nessuno che, grazie a fantasia e idee fuori dagli schemi, inventò la prima forma moderna di gelato di cui si abbia testimonianza: il fiorentino Ruggeri.

I Medici, il concorso e il gelato di Ruggeri

Firenze, primi anni del XVI secolo. In pieno Rinascimento i Medici, un po’ per noia, un po’ per curiosità, indicono in città un concorso decisamente fuori dagli schemi: “Il piatto più singolare che si sia mai visto”. Una sfida degna dei reality culinari che oggi monopolizzano i palinsesti Tv. Ma il capostipite dei Gordon Ramsay fu un fiorentino povero e di basso profilo, che si aggiudicò il concorso tra i migliori cuochi toscani sparigliando tutti.

Come? Semplice (a dirsi), ricercò un insieme di ricette antiche ormai finite nel dimenticatoio e aggiunse un tocco personale, creando un dolcetto gelato. Descritto dallo stesso Ruggeri come: “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”. Insomma, un sorbetto. Che finì per conquistare tutti i giudici, in primis la giovane Caterina de’Medici.

Il successo Oltralpe, l’invidia e il ritiro

Una creazione talmente riuscita ed innovativa che per volere di Caterina de’Medici il pollivendolo che si dilettava da cuoco fu preso e messo in carrozza, direzione Francia: alla corte di Enrico d’Orleans. Era il 1533, Caterina, promessa sposa della casata francese, era convinta di poter umiliare i cuochi dei nobili transalpini grazie a quel pasticcerie atipico e improvvisato. E così fu.

Durante il banchetto di nozze a Marsiglia, Ruggeri presentò la sua creazione e gli ospiti rimasero sbalorditi, attirando la curiosità dei nobili e le invidie dei rinomati colleghi d’oltralpe, tanto da arrivare ad essere aggredito più volte per sapere la ricetta del misterioso dolcetto. Ruggeri, rimpatriato, si dedicò ai suoi polli e alla sua modestissima attività, scrivendo una lettera di congedo a Caterina de’Medici con tanto di (agognata) ricetta.

Fu così che la primordiale forma di gelato si diffuse in Francia, pochissimi anni prima del più celebre Buontalenti. Mentre il fiorentino Ruggeri tornò ai suoi polli e ad una vita anonima. Uno dei primi antidivi di sempre.

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