Morgante, il nano alla corte dei Medici

È stato ritratto da Bronzino, Cioli e persino dal Giambologna. Vi racconto la storia del freak che divenne il buffone prediletto del Granduca Cosimo I.

L’ultima volta che sono stata a Boboli mi sono imbattuta nella famosissima fontana del Bacchino. Guida Touring alla mano, scopro che la statua rappresenta in realtà il nano Morgante

Quel nome non mi era nuovo. Ricordavo bene Morgante (1478), il poema del fiorentino Luigi Pulci, un testo che solitamente leggevi a scuola come preludio comico all’epica cavalleresca tra ‘400 e ‘500. Nell’opera di Pulci però quel nome faceva riferimento ad un mitico gigante catturato dal paladino Orlando e poi divenuto suo scudiero, non certo a quella figura bassa e rubiconda della statua di Boboli. 

Ma d’altronde, si sa, il cinismo degli uomini non conosce confini: non è un caso allora che per Braccio di Bartolo, lo sgraziato buffone alla corte dei Medici, fu scelto un soprannome così antifrastico e crudele.

morgante nano firenze

Un mostro grazioso e bello, come lo ricorda Anton Francesco Grazzini detto il Lasca nel componimento poetico dedicatogli alla sua morte: il nano che sopravvisse al combattimento contro una scimmia, diventando col tempo il favorito del Granduca Cosimo I, distinguendosi sempre dagli altri giullari di corte per arguzia e impudenza. 

Forse per questo venne spesso raffigurato da grandissimi artisti del tempo come Giambologna, che realizzò un bronzo di Morgante a cavallo di una mostruosa chiocciola oggi custodito al Bargello. O ancora il celebre doppio ritratto ad opera di Agnolo Bronzino, dipinto dall’artista per dimostrare la superiorità della pittura sulla scultura, attualmente conservato agli Uffizi. Un duplice quadro che lo ritrae ancora una volta nudo e deforme, in tutta la sua minuscola mostruosità: non conoscendo affatto la statura di Dio. 

Credits foto: Darren and Brad (cover); Doppio ritratto del nano Morgante di Agnolo Bronzino (http://maherartgallery.blogspot.it/); 

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