La storia della stella di David sulla facciata di Santa Croce

Mi sono imbattuta in una storia ebraica che riguarda la Basilica di Santa Croce. Hai mai notato la stella sulla facciata? Ti racconto il suo significato.

Di un blu intenso, la stella a sei punte spicca sulla facciata di Santa Croce. Sia di giorno che di notte, oziando in piazza, basta alzare la testa per vederla. Ricordo lo spettacolo meraviglioso che si era creato grazie all’installazione dell’artista Mimmo Paladino l’inverno scorso: due stelle che dialogavano tra loro.

Tornando alla realtà, quella nel timpano della basilica si chiama Magen David o scudo di David. Sì esatto, proprio la stella di David. La forma a sei punte rappresenta un esempio di esagramma, simbolo significativo per più religioni, non solo per quella ebraica, la cui origine viene datata anteriormente al suo utilizzo nell’ebraismo.

Curiosando per il web, ho scoperto che rappresenta una sorta di firma dell’architetto Niccolò Matas, che completò la facciata della Basilica tra il 1853 e il 1863. Matas fu un architetto italiano discendente da una famiglia ebraica di origine spagnola. Da qui pare derivi la sua volontà di inserire la bella stella blu sulla facciata di Santa Croce.

facciata di santa croce

Matas in quest’opera si ispirò alle grandi cattedrali gotiche come il duomo di Siena e il Duomo di Orvieto, realizzando la facciata neogotica che è stata tanto criticata quanto apprezzata nei secoli successivi. 

La stella è stata più volte oggetto di critiche da chi l’ha accostata al suo credo ebraico, ma leggendo bene si scopre che l’esagramma stellato possiede molteplici significati, non necessariamente connessi con l’ebraismo, riconosciuti anche da altre religioni. Nel Corano per esempio, viene descritta come un talismano indistruttibile che consente di ottenere la benedizione di Dio e la protezione contro gli spiriti della natura. 

Matas portò così a conclusione la facciata inserendovi questo simbolo denso di significati e storia. L’amore dell’architetto per la Basilica fu talmente grande che alla sua morte volle persino essere sepolto di fronte al portone d’ingresso della chiesa. 

Credits foto: Percy (cover); Zolli (immagine interna).

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