La leggenda del Palazzo Nonfinito

Una storia molto suggestiva che riguarda il museo di Storia Naturale in via del Proconsolo, ancora oggi conosciuto come Palazzo Nonfinito.

La leggenda trae ovviamente ispirazione da una storia vera. Dove ora sorge il Palazzo Nonfinito prima si trovavano una casa di Camillo de’ Pazzi e la bottega d’uno speziale, che furono comprate da Alessandro Strozzi.

Nel 1593 venne subito incaricato l’architetto Buontalenti che lasciò il cantiere 7 anni dopo per dei contrasti con il figlio di Alessandro. Il progetto passò di mano in mano, fino ad arrivare agli inizi del XIX ad un certo Guasti, che cedette il Palazzo Nonfinito al governo toscano.

Durante l’Ottocento divenne un vero palazzo di potere: prima la direzione della polizia toscana e il dipartimento degli interni vi prese posto, poi con Firenze capitale arrivò il Consiglio di Stato poi la direzione di poste e telegrafi ed infine, con il senatore Mantegazza, venne installato il museo di Storia Naturale.

palazzo nonfinito

Proprio con la polizia usavano una porta segreta nascosta sulla parete del palazzo per far passare gli informatori. Non c’è da stupirsi della sua esistenza, in realtà a Firenze ce ne sono molte.

La leggenda sembra nascere da due fatti della storia del palazzo nonfinito: i mostri alati che decorano le finestre al pianterreno e il susseguirsi di architetti.

Sembra che Strozzi fece un patto col diavolo  per riuscire a finire l’opera in un anno, in cambio Belzebù avrebbe avuto l’anima del nobile fiorentino.

Ma lo scambio non andò a buon fine, perché Alessandro chiese al Diavolo di completare l’opera con degli arredi sacri. Davanti a tale richiesta, il demonio scappò inorridito gridando:”Non finito! Non finito! Non finito!” In seguito a questa maledizione demoniaca, la struttura in via del Proconsolo passò alla storia come il Palazzo Nonfinito.

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