La fontana del Porcellino: perché porta fortuna

La fontana del Porcellino rappresenta tradizione, superstizione e arte. Vi raccontiamo la storia di questa fontana fiorentina, meta immancabile per turisti, maturandi e curiosi in cerca di fortuna.

“Nella città di Firenze sta un porcellino di bronzo di bella fattura. Fresca e limpida acqua scorre dalla bocca di quell’animale, che a causa dell’età è tutto verde scuro. Solo il grugno brilla, come fosse stato tirato a lucido”.

Con queste parole lo scrittore Hans Christian Andersen descriveva la fontana del Porcellino, situata, oggi come allora, in pieno centro di Firenze: a margine della Loggia del Mercato Nuovo.

Anche i più distratti avranno notato che la statua – opera di Pietro Tacca, che deriva dalla copia romana di un marmo ellenistico – non raffigura un porcellino, bensì un cinghiale.

La storia della fontana del Porcellino

È evidente anche dalle parole di Andersen che le superstizioni legate al Porcellino hanno radici che affondano nel passato, così profonde che quasi se ne sono perse le tracce.

Con ogni probabilità la fontana, in quanto dispensatrice di acqua, veniva giudicata di per sé una sorgente di benessere. Chi conosce la fontana del Porcellino sa che per bere occorre appoggiarsi sul naso dell’animale, per questo il suo muso risplendeva, anche in passato, per il continuo sfregamento delle mani.

Fontana del Porcellino a Firenze, perché porta fortuna

Perché porta fortuna

Da cosa nasce cosa e toccare il muso del Porcellino è diventato sinonimo di buona sorte. Così, se un tempo si avvicinavano alla statua soprattutto bambini e poveri, oggi la fontana è diventata meta irrinunciabile per tutti i turisti e, perché no, anche per qualche fiorentino incline al fascino delle superstizioni popolari.

Come tutte le superstizioni, anche quella legata alla fontana del Porcellino ha subito un’evoluzione: per ingraziarsi la dea bendata non basta infatti sfiorare il muso dell’animale; a questo gesto deve seguire il lancio della monetina (già, si parla di superstizioni, non di premi Nobel per la creatività).

Per la precisione, la monetina deve essere appoggiata nella bocca del Porcellino e se scivolando cade dentro alla grata state pur certi: il vostro desiderio si avvererà.

Non credete alla sorte? Niente stelle cadenti, monetine gettate all’indietro e non vi scomponete quando una colonia di gatti neri vi attraversa la strada? In questo caso non vi resta che ammirare la statua in quanto opera d’arte. Ma attenzione, il “vero” bronzo della fontana del Porcellino si trova al Museo Bardini, dov’è stato spostato l’originale nel 2004.

Se invece fate parte del gruppo dei superstiziosi – dichiarati o in disguise – sappiate che le leggi della fisica possono darvi una mano con la fontana del Porcellino: più pesante sarà la vostra moneta, più saranno le possibilità che finisca nella grata.

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Photo credits: immagine di copertina Martino Giuseppe; Lyosha Beshenov

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