3 segreti del tepidario del Roster, nel Giardino dell’Orticultura di Firenze

Il tepidario del Roster, nel Giardino dell’Orticultura di Firenze, è uno dei luoghi più belli della città, un gioiello architettonico che nasconde record e curiosità.

Scopri Firenze con la nostra guida

Molti lo visitano per la tradizionale mostra dei fiori che tutti gli anni si apre il 25 aprile nel Giardino dell’Orticultura di Firenze, al Ponte Rosso: ma ogni occasione è buona per visitare questo splendido parco e vedere la bellissima serra ottocentesca che lo domina.

La serra nel Giardino dell’Orticultura di Firenze

Nel 1880 la Federazione orticola italiana incarica la Regia società toscana di orticultura di organizzare a Firenze la prima esposizione nazionale di orticultura da tenersi nel giardino che ancora oggi visitiamo. In questa occasione fu deciso di realizzare un tepidario (o Tepidarium), ovvero una grande serra riscaldata attraverso delle stufe, destinata ad accogliere le piante più esotiche.

Tepidario del Roster, Giardino dell'Orticoltura di Firenze

Il progetto fu affidato all’architetto e ingegnere Giacomo Roster, già collaboratore di Giuseppe Poggi nella realizzazione dei viali e in particolare degli edifici di piazza Beccaria. Il progetto di Roster ebbe un gran successo e fu subito accomunato alle grandi architetture di ferro e vetro europee, primo fra tutti il Palazzo di Cristallo di Joseph Paxton a Londra.

Ingegneria e primati

Il tepidario del Roster è il più grande in Italia. In questo progetto per la prima volta vengono usate tecniche di prefabbricazione degli elementi strutturali in ferro con il successivo montaggio in cantiere e motivi decorativi di stile moresco fiorito.

L’edificio, a pianta rettangolare, è lungo 38,50 metri per 17 di larghezza, con una altezza massima, nella navata centrale, di 14 metri. Gli oltre 650 metri quadri di superficie sono sovrastati da una copertura che ricorda la carena di una nave rovesciata, secondo uno stile in genere usato per le strutture in legno.

Le lastre di vetro che chiudono la serra sono come tante tegole trasparenti che si sovrappongono leggermente, permettendo alla pioggia di scorrere senza penetrare all’interno.

Giardino dell'Orticultura di Firenze

Le 24 colonne portanti, con le loro decorazioni in ghisa, sono cave per poter far defluire le acque piovane. Il resto della struttura è in ferro, fuso e lavorato per ottenere le raffinate decorazioni moresche, su disegno dell’intagliatore fiorentino Francesco Marini.

Attorno alla navata centrale, a circa 6 metri di altezza, corre un ballatoio dal quale osservare dall’alto le piante esposte. Addossate alle scale per il ballatoio si trovano anche due vasche per le piante acquatiche, con nicchie e spugne minerali, sul modello delle grotte di Boboli.

Un tepidario, mille usi

La particolarità dell’edificio risiede anche nel fatto che per la prima volta una struttura di questo tipo, precorrendo i tempi, viene pensata per usi diversi da quello più immediato. Il tepidario oltre ad ospitare piante, sia in terra che in vaso, è stato usato nel tempo come sede di mostre e altre esposizioni, per manifestazioni musicali e artistiche

Giovanni Nulli_Giardino dell'Orticultura di Firenze, Tepidarium del Roster

Purtroppo con il nuovo secolo, il declino di questo spazio è stato inesorabile e costante, soprattutto a causa delle guerre e nonostante che negli anni ’30 il tepidario divenisse di proprietà del Comune di Firenze.

Solo negli ultimi anni un lungo ma attento restauro ha permesso di riaprire al pubblico questo splendido edificio ottocentesco nel cuore del Giardino dell’Orticultura di Firenze. Molti ricorderanno la magnifica esposizione di farfalle, altri la performance di Vanessa Beecroft, altri qualche festa di Pitti, ma l’importante è che questo spazio continui ad essere vivo e conosciuto dai suoi visitatori.

Scopri Firenze con la nostra guida

Partecipa alla discussione