Anche a Firenze si correva un Palio, anzi 10

I cugini senesi hanno il celebre Palio di Siena, noi ne correvamo addirittura 10. Storia delle corse di cavalli (e non solo) che si svolgevano nel Medioevo a Firenze.

Te lo assicuro, avendo studiato per qualche anno all’ombra della Torre del Mangia. Noi fiorentini non abbiamo la benché minima idea di quanto il Palio di Siena sia importante per un senese doc.

Non è una semplice corsa, né una banale rievocazione storia. È una fede: la contrada è tutto per un senese, è il luogo dove è nato e cresciuto.

Il palio di Siena? No, di Firenze

A Firenze diamo molto meno importanza alla carriera di Piazza del Campo, ma anche noi in passato abbiamo avuto il nostro palio, anzi ne abbiamo avuti addirittura dieci.

Il palio dei Barberi

Tanti cavalli, ma nessun fantino. Era questa la caratteristica del Palio dei Barberi, che si svolgeva ogni anno il 24 giugno in occasione di San Giovanni. Per la corsa si usava una particolare razza di cavalli, il berbero, che – storpiata dal popolo in “Barbera” – diede il nome alla competizione: Palio dei Barberi, appunto, detta anche corsa dei Barberi.

L’origine sarebbe, secondo più fonti, medioevale: perfino Dante cita nel ventiseiesimo canto del Paradiso questo gioco. La partenza era sempre nello stesso punto, Ponte alle Mosse (il ponticino sul Mugnone da cui ha preso il nome l’omonima via): da qui prendeva le mosse la gara.

Palio dei Barberi Firenze, altro che Palio di Siena

Il tracciato del palio passava da Porta a Prato, per poi snodarsi lungo le vie del centro (via Palazzuolo, via degli Strozzi, via del Corso, arco di San Pierino). Il traguardo era a Porta alla Croce, al centro di piazza Beccaria. Chi arrivava primo riceveva in premio un costoso drappo decorato con il giglio, che dal ‘700 fu sostituito con un premio in denaro.

Il palio dei Barberi fu corso ogni anno fino al 1858, quando i lavori per Firenze Capitale cambiarono il tracciato.

Il palio di Sant’Anna a Firenze

Meno conosciuto, ma altrettanto antico, è il palio che si correva in onore di Sant’Anna, ogni anno il 26 luglio. Le celebrazioni furono decise, come ha scritto il nostro Mattia in un post dedicato alla festa fiorentina di Sant’Anna, per ricordare la cacciata del Duca d’Atene Gualtieri di Brienne, il 26 luglio del 1343, giorno di Sant’Anna.

La Santa fu proclamata protettrice della città e il giorno diventò festa, con le celebrazioni che si svolgevano intorno a Orsanmichele e con un palio che prevedeva un premio di 32 fiorini d’oro.

Festa e Palio di Sant'Anna a Firenze - Orsanmichele

E gli altri palii di Firenze

Firenze era piena di corse di cavalli: rappresentavano uno dei maggiori intrattenimenti per le feste popolari. Si tenevano palii per l’11 giugno (San Barnaba), otto giorni dopo per la festa di Santo Noferi. E ancora il 29 giugno per San Pietro e Paolo, il 12 luglio in onore di San Gualberto, il 29 luglio per San Vittorio, il 10 agosto in occasione della festa di San Lorenzo, co-patrono di Firenze.

Durante l’estate si svolgevano altri tipi di carriere. Il 23 giugno, vigilia di San Giovanni, si correva il Palio dei Cocchi, una gara tra 4 carrette di legno lungo un tracciato ovale allestito in piazza Santa Maria Novella, intorno ai due obelischi che esistono ancora oggi.

Palio dei Cocchi - Giovanni Signorini (Firenze 1808-1862) Il Palio dei cocchi in Santa Maria Novella, 1844, olio su tela

Il 25 luglio, San Jacopo, era invece il giorno del Palio dei Navicelli: fin dal 1250 i barcaioli si sfidavano in una “regata” sull’Arno, tra Ponte Vecchio e la pescaia di Santa Rosa. Partenza dalla Chiesa con il culo in Arno, come viene chiamata a Firenze la chiesa di San Jacopo Soprarno.

Photo credit: Jacques Callot, Il Palio dei Barberi di Firenze – Wikipedia; altare di Sant’Anna – Saiko; Giovanni Signorini, Il Palio dei cocchi in Santa Maria Novella – Collezione Roster-Del Greco-Olschki

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