Vespa amore mio. Tra Industrial design e Innovation technology storia di un’icona

Alla Mostra dell’Artigianato, un percorso storico attraverso più di cinquant’anni di uno degli oggetti del desiderio più amati di sempre, la Vespa.

Brevettato il 23 aprile del 1946 dall’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, lo storico modello della Piaggio compirà in Mostra i suoi 66 anni.

Il grande successo di questo scooter che già nel suo secondo anno di produzione, il 1947, vide quintuplicare le vendite (dai 2100 pezzi del primo anno, ai 10500 del secondo) fu probabilmente dovuto alla grande innovazione di una carrozzeria portante che sostituiva il telaio e che copriva interamente il motore, creando una forma che proteggeva il guidatore, sfatando l’idea che la motocicletta imbrattasse i vestiti.

Con la Vespa, iniziava l’era di una guida a gambe serrate e appoggiate su una pedana, agli occhi di un contemporaneo così scontata, che fu particolarmente attraente anche per il pubblico femminile dell’epoca.

Il successo di Vespa è stato ed è planetario, tanto che è tuttora l’unico prodotto che è conosciuto con il proprio nome disgiunto da quello di Piaggio che la produce.

Protagonista di film e racconti, il suo mito non è mai stato in declino: fans club, convegni e raduni continuano ad unire oggi amanti della Vespa da tutto il mondo.

Lo stabilimento di Pontedera è una realtà storica della produzione Toscana e il museo realizzato in alcuni dei suoi spazi  ha, nella storia della Vespa, il suo centro di attrazione e interesse.

Perché la Vespa è un’icona, un pezzo di storia italiana ancora amatissimo, un vanto e uno di quegli esempi del saper fare che il mondo ci invidia.

Alla Mostra dell’Artigianato saranno esposti splendidi esemplari anni ’50, messi a confronto con le nuove Vespa e con alcuni veicoli come i Piaggio Porter elettrici e benzina/gpl con allestimenti del tutto speciali.

Dunque in sella, per un percorso tutto da vedere.

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