Intervista a Mirko Guerrini, special guest al Jazz Club il 25 novembre

Sassofonista e compositore jazz, Mirko Guerrini è tra i più talentuosi musicisti della scena odierna. Ha suonato con artisti di fama internazionale esibendosi nei più importanti festival: da Umbria Jazz a Rio de Janeiro, fino a Melbourne.

Il 25 novembre Mirko Guerrini suonerà nel piccolo tempio del jazz di casa nostra, accompagnato da Filippo Pedol al contrabbasso, Massimiliano Calderai al pianoforte e Cosimo Marchese alla batteria. Una realtà, quella del jazz club di Firenze, che ha compiuto trent’anni. Un luogo di incontro tra musicisti di diversa estrazione, e di contaminazione di generi musicali differenti: dal blues al funk, dal soul al rock.

Mirko, cosa cambia tra suonare in un piccolo club, davanti ad un pubblico ristretto, piuttosto che in un teatro da 1500 posti, con Stefano Bollani o Ivano Fossati?

“Qualcosa in effetti cambia. La dimensione del club è intima, confidenziale, e in un certo senso più difficile, perché il pubblico lo hai a un metro di distanza e puoi vedere tutti negli occhi.”

Che repertorio proporrai? Cosa prevede la scaletta, se ce n’è una?

“Qualche brano mio, alternato ai cosiddetti standard. Di mio, penso a brani di facile lettura, come “La Settima Arte” o “Il Giocoliere”, di standard, da quelli più battuti come “All The Thing You Are”, a brani meno noti ma bellissimi, come “Chelsea Bridge” o “Inner Urge“.

Mirko, tu insegni ai giovani. Che approccio hanno nei confronti della musica e soprattutto dello studio della musica rispetto a quando eri tu un allievo?

“Mi sembra che siano cambiate molte cose, anche per il fatto che è cambiata la percezione di apprendimento. Così come nelle scuole, si scrive oramai pochissimo. Si fanno i test con le multi – risposte. Anche la musica la si studia pensando che sia normale fare come si vede in televisione. Mi spiego meglio. In programmi come X Factor, o Amici o Saranno Famosi, non viene mai mostrato il sacrificio vero, o il momento dello studio. E’ tutto spettacolarizzato, e quello che si vede è un giovane che la settimana prima non era buono a far niente e dopo una settimana diventa un musicista incredibile. Far sparire il senso del sacrificio è dannosissimo a livello pedagogico.”

E tu quindi, che consiglio dai a questi giovani?

“Che ogni cosa ha un prezzo. E nella musica il prezzo è il tempo, la dedizione e la perseveranza. Se si è disposti a pagarlo, si va avanti, altrimenti si fallisce”.

Sei ideatore-realizzatore del concept “Ritratti sonori”: musiche originali composte a partire dai volti di musicisti e interpreti famosi. Come nasce questo progetto?

“Nasce da un lungo percorso fatto nel territorio dell’improvvisazione non lineare, con l’amico e collega Mirio Cosottini. Ogni cosa può essere spunto per l’improvvisazione. Allora, perché non un volto? E così, come farebbe un pittore, noi usiamo la nostra tavolozza espressiva per ritrarre musicalmente una persona. Il progetto si è sviluppato al punto che adesso abbiamo definito un codice sorgente per una cellula melodica da abbinare al volto da ritrarre. La stessa cellula verrà trattata seguendo i tratti astrologici.”

In attesa della performance del 25 al Jazz Club, un’ultima domanda: tra i tuoi impegni futuri c’è anche la ripresa della fortunata trasmissione di Radio3 “Il dottor Djembè” con Davide Riondino e Stefano Bollani?

“Sì, tra i miei impegni futuri non potrà mancare il Dottor Djembè, con qualche sorpresa che non svelerò. In più faremo la seconda stagione al Ridotto del Politeama Pratese da gennaio 2012 con tante belle proposte e un gustoso concorso”.

Fra i ritratti sonori già realizzati, quelli di: Caetano Veloso, George Harrison, Lou Reed, Bjork.

Te la do Io Firenze vi propone l’ascolto del leggendario Tom Waits. Ecco il podcast del ritratto: tom waits.

 

Foto di Andrea Paoletti.

Special Event – Mirko Guerrini:

Venerdì 25 novembre 2011,  Jazz Club Firenze

Via Nuova de’ Caccini, 3

Ingresso riservati ai soci - Tessera € 8

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