Te La Do Io Firenze intervista Bugo

Un regalo per voi. Ad un mese dal live al Viper Theatre (il 3 dicembre), abbiamo intervistato – variando su più temi –  uno dei musicisti più originali ed amati della scena italiana: Bugo.

L’ ultimo LP: Nuovi Rimedi Per La Miopia è un ulteriore e nuovo passo nel tuo percorso artistico di contaminazione sonora, differente e un po’ più ”classico” rispetto al precedente Contatti. A cosa si deve questa scelta?

 

Al fatto che è un disco nuovo. E ti dico che il ”problema” degli ascolti e delle etichette è personale. Una delle cose che mi interessano maggiormente è il suono. Ma non è certo la componente più importante. Fosse stato così, avrei fatto lo sperimentatore, non il cantautore. Sono un artista pop, ma provo sempre suoni un po’ diversi, atipici; dipende anche dal produttore. Ad esempio, Casalingo verteva tutto sul testo, non sul suono. Detto ciò, amo il rock delle origini (50s e 60s) che oggi va anche di moda, ma non l’ho mai utilizzato: Preferisco creare coi mezzi odierni. Anche se lo amo, non sono un nostalgico.

Ti sei trasferito a Nuova Delhi, in India; da poco il ritorno in Italia per il tour da dove mancavi dai tempi di C’è Crisi. Come ritrovi e come vedi questo paese ora?

 

Beh, con Contatti avevo cercato di piazzare graffiate sulla scena italiana, come con C’è Crisi, appunto, e Giro Giusto che trattava della volontà di essere qualcuno, farsi vedere a tutti i costi. Era un po’ l’ambiente che girava intorno, ogni giorno. Quest’ ultimo disco, comunque, l’ho composto in Italia, appena prima di partire per l’India. E con questo album è arrivato il momento di chiedersi cosa fare per superare il C’è Crisi. Dalle domande, sono nate alcune risposte. Da questo processo deriva il nuovo LP. Quindi è pure un invito a tutti per fare qualcosa dentro sé, per poter migliorare all’esterno. Sappiamo che c’è crisi, quindi: Muoviamoci. Proviamo a fare per migliorare. Ho cominciato così, da me stesso.

Un artista poliedrico ed aperto: Hai curato la colonna sonora di Missione Di Pace – film di Francesco Langi – per un musicista alternative, che esperienza è stata quella della musica applicata al cinema? Nuovi orizzonti?

 

E’ stato un gran lavoro. Il regista mi ha chiesto di scrivere tutte le musiche; sono stati 6 o 7 mesi di lavoro intenso. In più ho pure debuttato come attore: sul set, infatti, sono il militare che suona la chitarra. Il secondo step è stato scegliere le mie canzoni passate da abbinare al film, non è stato semplice. Alla fine abbiamo deciso per Casalingo, Gel e Caffettiera. Il terzo step è stata, invece, la scrittura dei brani strumentali per la colonna sonora: un lavoro molto complesso. E bello. Il tema del film è, quindi, inedito e posso dirti che rappresenta una Summa della mia carriera artistica. [Missione di Pace uscirà venerdì 4 novembre, n.d.r.].

Ascoltando il nuovo disco ci sono due brani quasi antitetici: Città Cadavere, una chiusura oscura, e Mattino, che ho ribattezzato l’Inno alla gioia di Bugo: Quale messaggio vuoi trasmettere giocando su questi forti contrasti? 

 

Per quanto riguarda Città Cadavere, voglio dire che la vita non è solo gioia e che bisogna raccontare anche ciò che non va. Ogni tanto mi sento così, arido. Proprio come la città cadavere. Ma quello che voglio dire è che non è un dramma, ma una caratteristica umana. E poi, certo, l’Italia è anche una città cadavere. Sono d’accordo per la definizione di Mattino: è il mio pezzo più gioioso di sempre. Perchè lo sono anch’io, sono un entusiasta di natura. Dunque mi andava di scriverlo in modo personale e diretto, quasi letterale: Semplice. Ed è stato difficilissimo scrivere una canzone del genere, perchè si rischia di scivolare nel patetico. Alla fine sono estremamente contento del pezzo.

Bugo: un tour su e giù per l’Italia fino a fine anno, poi una pausa, e altre date nel 2012. Un on the road fitto e denso: Quanto conta la dimensione live nella tua crescita artistica?

 

Conta tantissimo. E si vede anche dai miei concerti. Quando salgo sul palco, divento un bambino in un parco giochi. Alterno canzoni tristi, felici, ironiche: do tutto quello che c’è in me, insomma. Perchè il live è tutto. In un’epoca in cui la Musica fatica a vendere, quello che conta sono i live. Sono stato il primo nel 2002 ad uscire a 10 euro a Cd. Anche perchè la musica oggi è vista come accessorio, purtroppo. In questo scenario, adattarsi è diventato fondamentale. Come fondamentale è la parte live: Tutti dovrebbero farsi un’idea di un artista ascoltandolo. Fosse per me, infatti, abolirei le recensioni dei dischi. Una forma giornalistica che finisce per togliere scoperta e curiosità.

Detto ciò, vi saluto. E vi aspetto tutti il 3 dicembre al Viper!

 

Bugo live

03 / 12 /2011; Viper Theatre, Firenze

Qui per l'acquisto dei biglietti on-line.

Share on Tumblr


Partecipa alla discussione