Una chiacchierata con Totò Dinamite, l’angelo del sottopasso delle Cure

Il suo nome è Salvatore ma è conosciuto come Totò Dinamite, l’angelo del sottopasso delle Cure. L’ho incontrato due sere fa, mentre era a cena nella sua seconda casa con il fratello Ugo.

«Lo vuoi un bicchiere di vino rosso?», mi dice con il suo spiccato accento siciliano non appena mi vede. «E una stecca di cioccolata»? Nonostante siano le 23.30, Salvatore ha l’occhio vispo e la parlantina incalzante. Si lascia così andare ad un monologo di bukowskiana memoria sulla vita, l’arte e i barboni che «non sono barboni, sono negligenti. L’unico barbone che conosco è il padre di Gesù».

E giù, un altro sorso di vino che fa da apripista ad un’arringa infuocata contro il Comune di Firenze. «Quelli mi vogliono fregare, ma non hanno capito con chi hanno a che fare». La mazza e il secchio stavolta li ha lasciati in un angolo. «Stasera si chiacchiera e basta», puntualizza. Allora chiacchieriamo, e tra una risata e l’altra mi faccio raccontare chi è realmente Totò Dinamite, 61 anni, angelo del sottopasso delle Cure.

angelo del sottopasso delle Cure totò dinamite

Da quanto tempo sei qui?

Presidio il sottopasso da 20 anni. Mattina e sera, tutti i giorni. Lucido il pavimento, lo disinfetto e svuoto i cestini dei rifiuti. Tutto da solo e a gratis. Questo sottopasso era abbandonato. Quando sono arrivato a Firenze da Palermo, dove sono nato, ho fin da subito individuato che qui sotto c’era un’acustica bellissima.

A proposito di acustica, so che suoni.

È vero, mi piace suonare soprattutto l’armonica che è lo strumento più umano e spirituale. Ma lo faccio per hobby. La prima canzone che ho imparato da piccolo da mio zio Rosolino è stata Tu vuò fa l’americano. Da quando sono qui poi, ospito musicisti di un certo calibro. Mica gente anonima..

Cosa mi dici delle donne?

Dal sottopasso delle Cure passano le ragazze più belle. E ti dirò di più, mi vogliono bene perché ho le misure. Non capire male, intendo il rispetto e anche se sono vecchietto me la cavo ancora. Però la tentazione della carne non ce l’ho, sarebbe una cosa insensibile che non ha a che fare con la spiritualità.

Qual è la tua filosofia di vita?

Io vedo la vita abbastanza chiaramente. Quello che mi limito a fare è suonare e scrivere che mi piace più di parlare. «Anche se non si direbbe», gli dico sorridendo. Fidati di me Stefania, mentre voi parlate io scrivo. Pensa che vogliono mandarmi al Parlamento.

Totò quale Parlamento, ti vogliamo qui. Ormai sei un’istituzione.

Sai perché sono un personaggio fiorentino? Perché sono stato protagonista di tantissime storie che si sono consumate proprio in questo sottopasso, dove ho visto passare profughi di guerra, dove sono stato ferito e ho salvato avvocati con la cravatta.

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