Un itinerario boccaccesco, da Firenze al borgo di Certaldo

A 700 anni dalla nascita del grande Boccaccio, ripercorriamo il suo mondo tra Firenze, Fiesole e Certaldo.

Decamerone ma non solo. Scrittore e poeta tra la Toscana e l’amata Napoli. I luoghi dei suoi scritti raccontano ancora oggi una Firenze intensa e un po’ appartata.

Santa Maria Novella e il Decamerone

Il Boccaccio immagina che durante la peste del 1348 si incontrino in Santa Maria Novella sette fanciulle e tre giovani e decidano, per fuggire il contagio, di rifugiarsi in una villa nei dintorni di Firenze. “Nella venerabile chiesa di Santa Maria Novella, un martedì mattina, non essendovi quasi alcuna altra persona”, così Boccaccio descrive il clima cupo da film horror della peste a Firenze.

Itinerario Boccacesco - Boccacio a Firenze

Lungo via degli Avelli a lato della Chiesa, si incontrano Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, Elissa, Panfilo, Filostrato e Dioneo che si trasferiscono in un palazzo di campagna a poca distanza da Firenze e decidono di organizzarsi e passare il tempo in modo piacevole, ricreando un’immagine ideale della convivenza civile che la peste stava distruggendo.

Tra i dieci verrà eletto, a turno, un re o una regina che regoli la vita di ogni giornata scegliendo un tema al quale ciascuno dovrà attenersi per le novelle da raccontare nella giornata.

Villa Palmieri

Visitata Santa Maria Novella, il nostro itinerario si dirige verso le Cure, seguendo idealmente il percorso dei sette giovani. Si attraversa così il cuore di Firenze, per attraversare i viali, in quella che una volta era aperta campagna, dominata da Fiesole. 4 km di classica passeggiata fiorentina.

La nostra meta è in via Boccaccio a Villa Palmieri, nota per essere il luogo paradisiaco della terza giornata del Decamerone. “Il veder questo giardino, il suo bello ordine, le piante e la fontana co’ ruscelletti procedenti da quella, tanto piacque a ciascuna donna e a’ tre giovani che tutti cominciarono ad affermare che, se Paradiso si potesse in terra fare, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino gli si potesse dare”.

Itinerario Boccacesco, via Boccaccio - Villa Palmieri

Questa villa insieme alle vicine villa Schifanoia e villa Il Ventaglio, costituiscono l’anello storico tra Firenze e Fiesole. Residenza amata dagli inglesi ed anche dalla Regina Vittoria, accompagna il nostro itinerario, portandoci verso Fiesole senza dimenticare uno sguardo al Mugnone.

Su quel fiume, il povero Calandrino cercò invano la Pietra Filosofale, mentre Buffalmacco e gli altri lo lapidavano fingendo che fosse diventato invisibile.

Le colline fiesolane

Da via Boccaccio, proseguendo per via Fiesolana Vecchia, arriviamo dopo altri 4 km di puro panorama su Firenze, a San Domenico e infine a Fiesole. In queste colline si rifugiano i personaggi del Decamerone e Boccaccio sceglie questi luoghi non solo per rendere vivo e concreto la fuga dalla città malata, ma anche perché amava questi panorami che ancora oggi incantano.

Arrivati a Fiesole, ci possiamo godere la città etrusca e sentire quel senso di fuga e di riparo che da sempre Fiesole incarna. Da tenere sotto mano la novella del prevosto e la vedova, i racconti che ci riportano ad una Fiesole ormai scomparsa ma che sembra ancora di sentire tra le campagne e Piazza Mino.

Il Ninfale fiesolano

Boccaccio non è stato però solo Decamerone. L’amata Fiesole ha ispirato anche il Ninfale, un racconto mitologico che ci riporta all’aspetto naturalistico della collina, spingendoci a oltrepassare il paese e immergerci nella favola dove a governare sulle Ninfe era Diana e dove i personaggi hanno i nomi dei fiumi Affrico e Mensola, rispettivamente pastore e bellissima fanciulla.

Vista da Fiesole, itinerario boccaccesco

Diana quando scopri il loro amore li tramutò in torrenti. Il Mensola nasce in località Mulinaccio, nella piccola valle tra i poggi di Maiano e Vincigliata, dall’unione del fosso di Bucine, che dal versante orientale del Monte Ceceri scende costeggiando le cave di Maiano con il fosso di Valonica che raccoglie le acque dei pressi di Villa Peyron.

Il corso di pochi chilometri dell’Affrico bagna invece solo una piccola parte della periferia fiorentina. Il torrente nasce poco sopra via delle Fontanelle a San Domenico di Fiesole e raccogliendo le acque di piccoli fossi della collina di Camerata scende fino al largo del Salviatino, per poi interrarsi per la maggior parte del suo corso e infine sfociare nell’Arno all’altezza del Ponte San Niccolò. Una escursione a Fiesole può certamente comprendere anche queste due sorgenti.

Certaldo e la Casa di Boccaccio

Se tra Firenze e Fiesole, Boccaccio visse, scrisse e si lasciò ispirare è pero Certaldo il luogo che di più amo, dopo Napoli e dove morì. La cosiddetta Casa di Boccaccio è situata a Certaldo alta, con la svettante torre e loggia, restaurate nel dopo guerra.

Itinerario Boccacesco

Attualmente è sede del Centro Nazionale di Studi sul Boccaccio e oltre alla biblioteca boccaccesca è possibile immergersi completamente nella vita e nelle opere del poeta, tra quadri, lastre di marmo, medaglie.

Da non perdere la mostra su un aspetto poco conosciuto di Boccaccio: la geografia. Oltre alla passione per la scrittura, aveva infatti un grande interesse per le mappe ed era considerato un eccellente geografo.

Nel corso di un restauro sono state ritrovate numerose serie di scarpe del XV secolo da uomo e da donna, che costituiscono una curiosa e assolutamente rara testimonianza della moda del tempo. Anche queste in mostra alla Casa di Boccaccio.

Photo Credits: TpHolland; Alanflai; Alberto da Siena

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