Un itinerario a caccia di oggetti artigianali toscani

Eccellenze dell’arte manifatturiera, ovvero come un oggetto vi parla di un territorio. Venite con me in questa escursione a caccia di cose belle e inimitabili.

La pasta del Chianti

Il nostro primo appuntamento è a Strada in Chianti. In questi giorni girando per fattorie per la scorta di olio invernale, ho ritrovato la produzione artigiana della Pasta Fabbri. Alla fine del XIX secolo Giovanni Fabbri acquistò un terreno nella piazza di Strada in Chianti, dove ancora risiede il Pastificio Fabbri, sul quale creò un’attività di molitura, panificazione, pastificazione e vendita di generi alimentari.

Dai mulini a cavallo si è arrivati alla produzione con macchine ad energia elettrica ma nulla è cambiato. La lavorazione della pasta avviene ancora oggi artigianalmente con le semole ricavate da frumenti che arrivano dalle vicine crete senesi e con trafilatura in stampi di bronzo. L’essiccazione è lentissima, sino a cinque giorni ma vi assicuro che il sapore di grano, vi mette in pace con il mondo. Io mi porto a casa sempre gli spaghetti e li faccio saltare con il cavolo nero fine fine. Cavolo toscano ovviamente.

I coltelli di Scarperia

Scarperia è una delle mie mete preferite per l’autunno. Panorami dolci, profumo di malinconica stagione fredda, ristoranti che soddisfano il palato più esigente. Alla scoperta dell’artigianato fiorentino, questa è una destinazione da non perdere, con la lunga tradizione della produzione dei ferri taglienti.

Il mestiere, tramandato di padre in figlio, arriva direttamente dal XIV secolo. Pugnali e coltelli per la guerra e per la casa, oggi sono sostituiti da zuave, mozzetti, palmerini e altre moderne produzioni. Il mio itinerario è semplice e ve lo propongo: visita al Museo dei Ferri Taglienti, che ha sede nello storico Palazzo dei Vicari, shopping di artigianato, visto che Natale si avvicina, pranzo a base di ravioli.

I ricami di Borgo San Lorenzo

Essere appassionati di ricami forse è troppo ma tutte le scuse sono buone per farsi un giro in Mugello ed andare a Borgo San Lorenzo. Oltre a lasciarvi guidare dai vari cartelli turistici a caccia di pievi, chiese e borghi di campagna, vi suggerisco di venire a trovare la scuola di Maria Margheri Manetti.

In paese ma anche a Barberino di Mugello, in diversi negozi trovate in vendita questi ricami, che raccontano una antica tradizione. Tradizione che oggi sta vivendo una grande rivalutazione.

oggetto artigianali

La “Scuola di ricamo” di Borgo San Lorenzo è nata nel 1979 per iniziativa di Maria Margheri Manetti, per il gioco delle ragazzine del paese. A questa esperienza si sono aggiunte le donne provenienti da tutto il Mugello e la scuola si è avvalsa della collaborazione di maestre particolarmente esperte.

In via Piazzano 1, troverete un gran numero di disegni antichi e contemporanei, libri e riviste storiche sul ricamo e una suggestiva collezione di antichi strumenti per il ricamo. In Mugello l’arte del ricamo è di antica tradizione ed anche se come me siete troppo vecchi per arricchire il corredo da nozze, di sicuro potete trovare spunti per un hobby e per un regalo.

Gli scalpellini di Firenzuola

Gli oggetti di arredo e d’arte in pietra serena e pietra forte di Firenzuola sono solo la scusa per conoscere questo territorio straordinario. Quando vengo in Mugello a caccia di formaggi, non posso fare a meno di fare un giro fitto nelle varie botteghe che vendono questi oggetti ma anche a vedere il duro lavoro delle cooperative di scalpellini, che trovate nelle campagne intorno al paese.

Anche qui vi suggerisco di associare enogastronomia a una visita ad un museo, in questo caso quello della pietra serena in Piazza Don Stefano Casini. Un piccolo museo, una straordinaria storia di dura e artistica lotta con la pietra, un gioiello culturale da visitare.

Credits foto: Gillie  (cover); christian22776  (foto interna)

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