Tutto quello che ancora non sai sulla sinagoga di Firenze

Sopra i tetti rossi di Firenze si staglia una cupola verde rame. È la Sinagoga di Firenze, luogo di culto e simbolo della comunità ebraica, ma anche parte della storia di questa città.

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Nel cuore della Firenze ottocentesca, a metà fra la vitalità di un quartiere popolare come Sant’Ambrogio e i Ciompi e la riservatezza borghese di piazza D’Azeglio, si trova questa meravigliosa Sinagoga. Senza dubbio uno dei luoghi imperdibili di Firenze

La comunità ebraica fiorentina era presente fin dall’epoca romana e abitava fuori le mura nell’area che oggi è compresa fra Ponte Vecchio e piazza della Passera, tanto che l’attuale via de’ Ramaglianti in origine si chiamava via dei Giudei.

Sinagoga di Firenze

L’antico ghetto in piazza della Repubblica

Nel 1571 Cosimo I, pur favorendone la presenza in città dette incarico all’architetto di corte Bernardo Buontalenti di trasformare l’area vicina al vecchio Mercato (dove attualmente si trova piazza della Repubblica) in un ghetto. Solo nel 1848 il ghetto fu aperto e nel 1870, con la capitolazione di Roma e l’Unità d’Italia, ci fu la piena emancipazione. 

Dopo l’abbattimento del ghetto e del Mercato vecchio e grazie al ricco lascito del presidente dell’Università Israelitica, David Levi, la comunità iniziò a cercare un luogo dove costruire la nuova Sinagoga che, come chiedeva espressamente il munifico benefattore, doveva essere “degna della città”. 

Sinagoga di Firenze, curiosità e storia

Il progetto della Sinagoga di Firenze

La Sinagoga di Firenze nasce su progetto dell’architetto piemontese Marco Treves, coadiuvato dall’architetto modenese Vincenzo Micheli e da Mariano Falcini, architetto di Campi Bisenzio. Curiosamente, a dimostrazione dello spirito liberale della Firenze di quegli anni, architetti cristiani lavorarono con architetti ebrei per progettare la Sinagoga e l’architetto Niccolò Matas, di religione ebraica, realizzò la facciata della Basilica di Santa Croce.

Nel 1882 il nuovo Tempio fu inaugurato nel quartiere della Mattonaia, vicino ai nuovissimi viali del Poggi e nel pieno del fervore moderno della città. Pur rispettando gli elementi tipologici propri della sinagoga, come il matroneo per la separazione dei fedeli secondo il sesso, l’Arca Sacra, rivolta ad est, contenente i sacri rotoli della Torah e il pulpito da cui il Rabbino recita le preghiere, quest’opera è stilisticamente figlia dell’eclettismo architettonico ottocentesco.

Sinagoga di Firenze

Un edificio, tanti stili

Lo stile moresco, che richiama alla mente le sinagoghe spagnole, è individuabile nell’uso dei materiali, travertino bianco, calcare rosato, marmi per i pavimenti, come negli elementi costruttivi.

Lo stile arabo e bizantino lo ritroviamo nella ricchezza delle decorazioni esterne e soprattutto interne, realizzate con mosaici veneziani – come quello che riveste l’Arca Sacra – e policrome decorazioni geometriche (la religione ebraica non permette figurazioni umane o animali), in origine dorate, che rivestono le pareti.

Interno della Sinagoga fiorentina

Questi stili si fondono infine con alcuni elementi romanici, propri della tradizione fiorentina, quale la partizione ed il cromatismo delle facciate, la pianta centrale, la scansione dei volumi. Inoltre moltissime maestranze artigianali fiorentine contribuirono a realizzare gli elementi di arredo, decorativi e funzionali: dalle panche alle lampade in bronzo, dalle vetrate policrome alle porte in legno. 

Visitare la Sinagoga

La Sinagoga, storicamente, non è solo un edificio in cui professare la propria fede ma anche un centro civico, sociale e culturale che raccoglie la comunità offrendo quotidianamente servizi, aiuto e sostegno.

Il tempio fiorentino è ancora oggi luogo di preghiera ma anche di incontro e di memoria. La Sinagoga accoglie il Museo Ebraico della Comunità di Firenze, dove è possibile ripercorrere la storia locale di questa comunità, dalle sue origini fino ai giorni nostri.

Sinagoga di Firenze

Grande rilievo è dato alla memoria dell’Olocausto e alle persecuzioni e sacrifici della comunità ebraica fiorentina: una lapide raccoglie i nomi degli ebrei fiorentini scomparsi ad opera dei nazisti e delle leggi razziali.

Durante la stessa occupazione tedesca tuttavia la popolazione fiorentina, fra cui il vescovo Elia Dalla Costa o Don Giulio Facibeni per ricordare i più famosi, contribuì a salvare e sostenere molti concittadini ebrei

Info utili

La Sinagoga di Firenze è ancora oggi qualcosa di unico, sia da un punto di vista artistico culturale che storico. È uno dei luoghi di culto fiorentini da visitare.

Considerata da sempre uno dei maggiori esempi europei di architettura di culto ebraico, è sicuramente affascinante ed emozionante visitarla per la sua ricchezza artistica ma altrettanto importante e doveroso visitarla proprio come luogo della memoria e simbolo del dialogo fra i popoli e le religioni.

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Per ogni informazione sulle visite e le iniziative nella Sinagoga di Firenze (via Luigi Carlo Farini 6) è possibile consultare il sito web della Comunità Ebraica Fiorentina.

Photo credits: Janex-Alba, Hari Seldon, Sailko.

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