Le colline celebri di Firenze: un itinerario tra natura e storia

La corona che cinge Firenze è fatta di vette morbide o puntute, di facili salite dove godere il panorama e dove l’emozione è storia.

La collina di D’Annunzio

La direzione è nord-est, seguendo il viale D’Annunzio e il suo mix a base di liberty, traffico, stile moderno, ottocento raffinato e anonimo anni 70. Il traguardo è Settignano a piedi oppure con il bus 10 che parte da Piazza San Marco. Seguendo, appunto le memorie del D’Annunzio che in queste colline ci lascio il cuore e molti soldi.

E’ passato più di un secolo, quando fu costretto a fuggire verso la Francia da Firenze, insidiato dai creditori, lasciando villa Capponcina a Settignano, dimora amata fin dal 1898 che arredò con mobili quattrocenteschi e dove visse da principe rinascimentale: circondato da numerosi domestici, da una muta di cani e da cavalli scelti. La villa fu teatro del chiacchierato amore del poeta con Eleonora Duse che a pochi passi, a Villa Porziuncola, viveva intensamente quel periodo di prime rivoluzioni sociali.

Il vostro itinerario è dunque itinerario architettonico ma anche romantico. Settignano è proprio la collina della letteratura potente, infatti nel vostro trekking incontrerete anche Villa Viviani dove soggiornò Mark Twain. Da vedere anche Villa Gamberaia, del XIV secolo, famosa per i suoi settecenteschi giardini a terrazza e la più appartata Villa I Tatti, di proprietà di Bernard Berenson, oggi un centro di studi di storia dell’arte gestito dall’Università Harvard. Dopo tanta arte, stancatevi e arrivate sino a Ontignano, punto panoramico meraviglioso su Firenze.

Monte Morello la palestra dei pittori

La montagna dei sestesi e dei fiorentini, della classica gita fuori porta, da dove si gode una bellissima vista della Piana di Sesto e di Firenze. Lasciando l’auto a Colonnata, oppure arrivando alla stazione Zambra e prendendo il bus 64, l’itinerario si snoda verso la Bottega di Morello. Da Firenze si sale per la via Bolognese, deviando poi per Morello: la strada passa davanti al ex ospedale “Banti” diventa più stretta e finalmente arriva anch’essa al Piazzale Leonardo.

Dal fine inverno, lungo i sentieri bene sposti sono numerosi gli artisti che vengono qui a dipingere tanto che viene chiamata la palestra dei pittori. I posti migliori per dipingere sia soggetti naturalistici che panorami sono il Poggio Casaccia, il Poggio Cornacchiaccia ed il Monte Rotondo. Pennello o cannocchiale Monte Morello è la collina dei panorami.

La collina del Bigallo e la memoria di Troghi

Arrivati a Bagno a Ripoli capoluogo in auto oppure in bus con l’8 o il 24, si prosegue verso l’alto, verso la ripidissima collina del Bigallo. Immersi in una campagna da calendario toscano, si arriva allo Spedale del Bigallo, del XII secolo, un monumento straordinario, oggi ostello e luogo di concerti e eventi culturali. Un luogo di straordinaria bellezza lungo la via Apparita.

Qui, infatti, appariva improvvisamente Firenze, al viandante e al pellegrino. Nel nostro itinerario al contrario, scolliniamo il Bigallo e sempre immersi tra una campagna dolce ed accogliente ci dirigiamo verso Troghi. Il piccolo borgo, già comune di Rignano sull’Arno è un punto panoramico da dove fare eccellenti fotografie.

Il percorso finisce al Cimitero della Badiuzza, dopo aver passato per Villa del Focardo, distrutta da un incendio ed oggi agriturismo. Questi luoghi sono i luoghi della strage della famiglia Einstein. Nell’estate del 1944 Cesarina Mazzetti, figlia di un pastore protestante e moglie di Robert Einstein, cugino dello scienziato fu uccisa dai nazisti, insieme alla figlie Luce ed Annamaria.

La storia della fuga della famiglia verso questa terra bella ed ospitale è raccontata nel nel film il Cielo Cade dei fratelli Frazzi, con Isabella Rossellini, tratto dal romanzo autobiografico della regista Lorenza Mazzetti. Luoghi dove il trekking diventa riflessione. Il ritorno è comodamente con gli autobus della Sita, che ogni ora circa portano verso Firenze.

Fiesole la collina dell’anima e dell’arte

Con il bus 7, sempre da San Marco oppure a piedi, da Via Alessandro Volta o Via Boccaccio, si arriva alla collina di Fiesole, altro louogo dove natura, storia anche contemporanea, sono aportata di sguardo. Salendo scopriamo che questa collina è fonte di ispirazione, per l’arte, la spiritualità, l’imprenditoria.

Territorio puntellato di ville, musei, scavi archeologici, conventi, chiese, Fiesole è stata la terra di scrittori come Gianfranco Draghi, di scultori e pittori come Francesco di Simone, Mino da Fiesole, Marco Salvucci, pittore, di personaggi dello spettacolo come Giorgio Albertazzi, Caterina Bueno, Cesara Buonamici, Riccardo del Turco ma anche della pornostar Ursula Cavalcanti. Un trekking classico adatto per ogni stagione dell’anno.

Ataf
Orari Sita
Credits foto: davidinflorence2010

 

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