La Torre della Pagliazza: storia del carcere femminile di Firenze

La Torre della Pagliazza è una delle costruzioni più antiche e caratteristiche di Firenze, ma forse non tutti sanno perché si chiama così.

Impossibile non riconoscerla. Improbabile non essersi imbattuti, almeno una volta, davanti all’unica torre cilindrica perfettamente conservata in città.

Nascosta in una piccolissima piazza a metà strada fra gli Uffizi e il Duomo, la Torre della Pagliazza rimane una delle testimonianze più remote di architettura a Firenze. Una storia che inizia tra VI e VII secolo – su fondamenta di epoca romana – per arrivare ad essere il primo carcere femminile in città.

Secondo alcuni studi l’origine della Torre è da datare intorno al 550 d.C., in quanto fortificazione d’origine Bizantina. Oltre a questo, la Torre della Pagliazza ha nascosto per secoli una doppia identità: un dna tanto antico quanto affascinante.

Le fondamenta furono edificate su di un muro romano, dalla pianta circolare, che si ritiene potesse custodire una grande vasca termale.

La Torre della Pagliazza - firenze

La svolta, insieme al nome attuale, arrivò però alla fine del XIII secolo quando la Torre della Pagliazza fu adibita a carcere cittadino. Inizialmente, nel 1268, come prigione maschile, mentre nel 1285 divenne carcere a specifica destinazione femminile; in quanto nella Firenze medievale già esistevano nella zona di Santa Croce Le Stinche e Le Burella: le due prigioni maschili.

È da questa destinazione che la Torre assunse il nome che tutt’oggi la caratterizza. Il termine “Pagliazza” altro non è che l’adattamento fiorentino riguardo le non invidiabili brande presenti all’interno dell’edificio: i giacigli delle donne condannate, infatti, erano composti di sola paglia. Nomen omen.

Credits foto: www.grazia.it

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